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BIOARCHITETTURA
 

Numero 33 di settembre-ottobre 2003

Colore e luce
Nuovi traguardi nella illuminazione urbana

per una città davvero vivibile
Dieter Bartenbach


La cittä di Göppingen (D) è al centro di un progetto di ristrutturazione globale, con alla base un concetto interdisciplinare di sviluppo urbano. Per le vie principali della pianta urbana rinascimentale, in particolare per la Strada e la Piazza del Mercato quale nodo / incrocio / baricentro, è prevista una caratterizzazione semplice ed originale, corrispondente a principi ordinatori / architettonici della geometria rinascimentale, che tiene fortemente conto del fattore d’identità. L’acqua, il verde e colori chiari disegnano il nuovo volto della città. Gli impianti di illuminazione tradizionali su pali offrono di norma, all’interno della città, sufficiente luce per gli spazi pedonali e di traffico. Questo tipo di illuminazione non da però atto alla realtà che l’uomo riceve per l’80% indicazioni di orientamento dalle linee verticali; illuminando le superfici orizzontali non viene restituita la vera percezione dello spazio. Ne risultano sensazioni di insicurezza, indecisione e malessere. L’illuminazione urbana sviluppata per Göppingen percorre altre vie, con l’obiettivo principale di creare uno spazio-luce integrale / globale / olistico, attraverso il quale sia possibile percepire anche di notte la strutturazione e zonizzazione dell’insieme urbano. Qu esto si ottiene innanzitutto tramite un mirato schiarimento degli elementi verticali, in particolare degli angoli degli edifici, di alberi ed altri elementi edilizi verticali che consentono anche di notte di leggere la trama urbana. Il sistema consta di corpi illuminanti particolari, applicati direttamente sulla facciata dei palazzi. Si tratta di fari che proiettano un canale di luce attraverso riflettori con protezione antiriflesso, collocati nella profondità interno del corpo illuminante. Altri fari, anch’essi applicati in facciata, sono dotati di “retroriflettori” che non illuminano ma semplicemente schiariscono la facciata, attraverso una distribuzione della luce uniforme. Per zonizzare ed evidenziare alcuni momenti urbani significativi, vengono impiegati riflettori a rotazione simmetrica, con il corpo illuminante collocato in maniera cardanica rispetto al suo orientamento preciso / puntiforme. Tali sistemi illuminanti hanno una costruzione modulare, con identica parte esterna per il fissaggio al muro e identica predisposizione delle strumentazioni gestionali (centraline, ecc ). La parte esterna del riflettore è tenuta da lame di vetro di dimensioni disuguali, con la forma che segue le geometrie della luce. Tale modularità consente l’adeguamento del sistema a eventuali nuove esigenze di illuminazione più complesse. La Piazza del Mercato e gli incroci con le vie laterali vengono evidenziati, nella loro intensità significativa, con sistemi aggiuntivi indiretti. Per la Piazza Mercato è stato sviluppato un apposito nuovo elemento illuminante: faretti incassati a livello zero proiettano il loro raggio luminoso su una superficie sfaccettata che funge da riflettore, retta da un palo in vetro alto 9 m . La strutturazione del riflettore in faccette di 15 x15 cm determina una frantumazione della luce e quindi una illuminazione priva di riflessi fastidiosi, uniformemente distribuita sulla piazza. Collocato e orientato ad un’altezza di 8,5m, questo corpo non ha più bisogno di manutenzione: la sostituzione della lampadina si fa con i piedi per terra. Per liberare gli incroci dai pali della luce, tali sistemi di rifrazione vengono sospesi su speciali di cavi d’acciaio. Ulteriori componenti del concetto - luce sono i faretti incastonati nel pavimento che illuminano gli alberi nei punti di incrocio e le porte della città storica; da non dimenticare le strisce LED che accompagnano i corsi d’acqua. In funzione del numero dei visitatori o comunque del pubblico presente, è possibile programmare la gestire automatica dei gruppi luce: l’ambiente luminoso può essere calibrato in qualunque ora della sera o della notte attraverso apposite centraline. Questa gestione orientata all’effettiva utenza, in combinazione con la geometria di luce riflessa, determina una illuminazione urbana efficiente anche sotto il profilo energetico mentre la singola persona si muove in un volume luminoso di alta qualità, in cui si trattiene volentieri. Uno spazio reale ed affascinante in cui la luce disegna le quinte senza che le fonti illuminanti vengano percepite.

 


 

 

 

 

 
   

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