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BIOARCHITETTURA
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Numero 33 di settembre-ottobre 2003
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Comfort & Co.
Paolo Mosti
La parte più importante di una casa, senza la quale una casa non
si può dire tale, è il tetto. Purtroppo è proprio sul tetto che
spesso troviamo le maggiori difficoltà nel far convivere
efficacemente tradizione, nuove tecnologie e materiali, prassi e
tecniche costruttive. Per questo l’offerta di prodotti per le
coperture si deve orientare sempre di più su sistemi di prodotti
integrati, pensati per convivere, anzi collaborare insieme. Un
pacchetto di copertura, come viene chiamato, è un buon pacchetto
se soddisfa i requisiti essenziali e se tali requisiti permangono
ad un livello soddisfacente per tutta la vita utile dell’edificio.
I requisiti cui fare riferimento sono: resistenza meccanica,
sicurezza al fuoco, sicurezza nell’uso, igienicità e protezione
dell’ambiente, acustica e risparmio energetico.
Si tratta in ultima analisi di:
- Esigenze di sicurezza;
- Esigenze di benessere;
- Esigenze di curabilità;
- Esigenze funzionali.
Che a loro volta si articolano nel seguente elenco più dettagliato
di requisiti, che comprendono requisiti essenziali ed altri
ritenuti importanti dalla prassi comune:
- Resistenza meccanica a carichi statici;
- Resistenza a carichi dinamici;
- Resistenza ad intrusioni umane;
- Resistenza ad intrusioni animali;
- Resistenza agli urti;
- Non emissione di sostanze nocive;
- Isolamento termico;
- Isolamento acustico;
- Controllo della condensazione;
- Tenuta all’acqua;
- Resistenza agli agenti atmosferici;
- Resistenza agli inquinanti;
- Resistenza al gelo;
- Fruibilità;
- Manutenibilità;
- Attrezzabilità.
La soluzione è un insieme coordinato di prodotti ottimizzati per
offrire, nella soluzione finale, il miglior compromesso possibile
tra tali esigenze a un costo competitivo. Costo che dovrà derivare
non dall’economia sui materiali, che saranno pregiati sotto il
profilo edile e quindi al giusto prezzo, ma dalla possibilità di
raggiungere il livello di soddisfacimento dei requisiti nel modo
migliore, cioè più semplice. Vediamo in dettaglio di cosa si
tratta.
L’isolamento termico
In primo luogo esaminiamo l’isolamento termico invernale. La
copertura è la zona della casa più importante sotto questo
aspetto. Un buon isolamento invernale si basa anzitutto su una
elevata resistenza termica. Per ottenerla è importante basarsi
sulle caratteristiche di lambda ridotto di materiali naturali
quali la lana di canapa o la fibra di legno o il sughero espanso
autocollato. Come si può osservare dalla stratigrafia del sistema,
si può realizzare una buona ventilazione ottenendo che il
materiale sia sempre perfettamente asciutto e quindi possa
esprimere il meglio in termini di resistenza termica. Per evitare
che nel caso di infiltrazioni, l'acqua possa interessare i
materiali isolanti, va interposto uno strato di Tyvek impermeabile
all’acqua ma permeabile al vapore, che non impedisce cioè la
traspirazione del tetto. Anche l’isolamento termico estivo è
essenziale nel tetto; infatti d’estate il percorso apparente del
sole interessa maggiormente il tetto piuttosto che le altre
strutture. Il benessere in tali condizioni dipende in primo luogo
dall'isolamento termico (smorzamento della temperatura esterna) ma
dipende anche dalla capacità della struttura di ritardare o
sfasare l'onda termica. Tale caratteristica dipende dalla capacità
termica che il sistema avrà particolarmente marcata. Quando si
voglia poi ottenere una migliore prestazione estiva, si può fare
il tetto con doppia ventilazione. Questo sistema riproduce il
concetto dei tetti di un tempo in cui venivano realizzate grandi
intercapedini ventilate.
L’isolamento acustico
Com’è noto il DPCM sui requisiti acustici passivi degli edifici
impone per le facciate il rispetto del requisito di isolamento
acustico come indice dell’isolamento acustico normalizzato D2mnTw.
Anche la copertura di un edificio è considerato una facciata e
quindi ricade nei limiti del decreto. I rumori esterni che il
tetto deve specialmente controllare sono quelli degli aeroplani,
della pioggia battente, di edifici vicini più alti, ecc. Per la
pioggia, molto dipende dal tipo di manto di copertura presente: la
lamiera ad esempio è più rumorosa delle tegole, ma è altresì
importante l’effetto di isolamento acustico offerto dal materiale
isolante sottostante. In questo caso hanno rilievo la presenza di
una intercapedine, la posizione del materiale e la sua
collocazione che devono evitare i ponti acustici. Il materiale poi
deve possedere un elevato coefficiente di assorbimento acustico
alle frequenze tipiche di questo rumore. I materiali cellulari o
compatti non vanno bene per questo particolare requisito non
essendo fonoassorbenti. Lo strato di finitura in cartongesso può
essere potenziato con due o più strati ed inoltre è possibile
prevedere di desolidarizzare l’accoppiamento tra il cartongesso e
la struttura mediante opportune strisce di materiale antivibrante.
In questo caso si possono ottenere livelli del potere fonoisolante
di oltre 56 dB e fino a 61 dB, rendendo efficace questa soluzione
anche per edifici situati in zone interessate da attività
aeroportuali.
Il fuoco
Com’è noto sono entrate in vigore le euroclassi di reazione al
fuoco. La nuova classificazione è pubblicata sulla gazzetta
ufficiale dell’Unione Europea, ma per la sostituzione delle
attuali classi italiane occorrerà attendere ancora un po’, e cioè
i decreti attuativi del Ministero dell’Interno. Con la nuova
classificazione cambiano molte cose e non tutti i materiali di
classe 1 otterranno, con la nuova classificazione un analogo
livello, ad esempio la classe B. Sicuramente per la lana di legno
mineralizzata con cemento Portland questo problema non si pone: il
prodotto possiede infatti una sicurezza intrinseca e quindi anche
cambiando i metodi di prova e i criteri di valutazione, il livello
di sicurezza non cambia, ottenendo la classe B. Un discorso
diverso vale per la resistenza al fuoco. Anche qui cambiano le
regole di classificazione, ma naturalmente questa caratteristica è
riferita alla struttura piuttosto che al semplice materiale. Si
tratta di argomento alquanto complesso che merita trattazione
specifica.
L’igienicità
Secondo la definizione della direttiva sui prodotti da
costruzione, questo requisito deve essere conferito alla
costruzione dai materiali che vi sono stabilmente incorporati e
vuol dire assenza di inquinanti (gas, polveri e fibre, ecc.) e in
particolare di umidità. L’umidità può essere presente a causa di
infiltrazioni e per questo occorre che il manto di copertura possa
essere stabile, cioè appoggiato su un materiale resistente che nel
tempo non si deforma, ed inoltre protetto da una guaina
semipermeabile, capace di far scorrere le eventuali gocce che
possano penetrare dal manto di copertura. L’umidità può essere
causata anche da condensazione. Tale fenomeno si manifesta quando
il materiale presenta caratteristiche di impermeabilità non
compatibili con il pacchetto di copertura. In generale per evitare
fenomeni di condensazione interstiziale - la più subdola - è
opportuno che il materiale isolante per questa applicazione venga
posato verso l’esterno e risulti molto permeabile. Deve essere
posato verso l’esterno anche per evitare i ponti termici
costituiti dalle travi del tetto. Posandolo sopra queste,
l’isolante corregge completamente questo problema. Va scelto
quindi un prodotto con un µ intorno a 5, a cui corrisponde una
adeguata traspirabilità, e le cui caratteristiche meccaniche
consentano la posa all’esterno, sotto il manto di copertura. Al di
sopra di tale materiale sarà sufficiente posare una guaina
impermeabile all’acqua, ma permeabile al vapore.
In questo modo, senza compromettere il libero percorso del vapore
verso l’esterno, si può disporre di una barriera protettiva
all’acqua eventualmente infiltrata.
La protezione ambientale
È importante alla fine utilizzare un materiale eco-bio-compatibile,
che consenta un utilizzo in tutta tranquillità sapendo che le
materie prime, il processo produttivo, gli scarti e la vita del
prodotto arrecano un impatto minimo sull'ambiente, possibilmente
il minimo tra tutti i materiali isolanti.
Sicurezza nell’uso
Infine sicurezza per gli operai e per gli abitanti: ad esempio i
pannelli in lana di legno possono essere installati e manipolati
con precauzioni minime, non sono nocivi per l'uomo e non
rappresentano un problema per lo smaltimento. Durante la loro vita
in opera non rappresentano in alcun modo una minaccia per la
salute degli abitanti e degli ambienti coibentati ed anzi possono
essere utilizzati a vista senza alcuna protezione.
Alcuni pacchetti tetto
Di seguito vengono proposte alcune soluzioni di tetto realizzate
utilizzando pannelli di legno mineralizzato con cemento Portland,
tutte verificate dal punto di vista termo-igrometrico con il
software Jvap (scaricabile da internet all’indirizzo
www.celenit.com)
che esegue lo studio e l’analisi delle condizioni
termo-igrometriche di strutture isolanti quali pareti, coperture o
pavimenti, realizzato in accordo con la nuova norma UNI EN ISO
13788:2001.
Isolamento tra le travi di legno
La soluzione prevede pannelli di legno mineralizzato da 50 mm
sopra alle travi, protetti in forma continua da un strato di Tyvek
ad evitare che infiltrazioni accidentali dalle tegole possano
inumidire il materiale isolante. I pannelli, posati sopra le
travi, eliminano i ponti termici. Al di sotto delle travi può
venir posato un ulteriore strato per una finitura a vista
gradevole e fonoassorbente. Quando invece si desideri una finitura
di tipo tradizionale, si può utilizzare un pannello da 25 mm
rivestito di cartongesso. Gli spazi tra le travi vengono
completamente riempiti con lana di canapa (densità 30 kg/m3)
che ben si adatta alle irregolarità della struttura, assicurando
un riempimento continuo degli spazi. Quando si desideri realizzare
una doppia ventilazione con funzione di mitigazione estiva, si può
lasciare una intercapedine tra la lana di canapa e il
rivestimento, riempiendo solo parzialmente lo spazio tra le travi.





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