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BIOARCHITETTURA
 

Numero 33 di settembre-ottobre 2003

A misura di piede

La qualità come rapporto d’insieme
Nuovo quartiere a Vienna-Gaenserndorf

Helmut Deubner

L’uomo è inserito in una rete sociale retroattiva, autonomamente funzionante, che sta in interazione e in rapporto diretto con l’ecosistema naturale. L’integrazione e la tutela della salute del singolo dovrebbero essere, secondo le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la base della qualità della vita. Poiché l’uomo staziona per la più parte del suo tempo in ambienti costruiti, è a questi che bisogna prestare maggiore attenzione. I luoghi di lavoro interni alla propria abitazione (spazi liberi non caratterizzati, neutri, in prossimità dell’ingresso) assumeranno inoltre sempre maggiore importanza in funzione delle nuove esigenze di un mercato del lavoro sempre più caratterizzato dalla telecomunicazione. La domanda “per chi costruiamo” potrebbe avere la sua risposta nella co-determinazione degli spazi ma anche nell’ampia flessibilità di una “neutralità d’uso”. Negli ultimi decenni sono stati realizzati da architetti impegnati una serie di progetti abitativi innovativi che hanno portato risultati ottimi a livello sociale, energetico, dal punto di vista dell’ecobilancio e del non-spreco dei suoli. Le valutazioni e le conclusione tratte da queste esperienze sono state analizzate sul piano scientifico e possono fare da riferimento per i nuovi interventi.

Identificazione e luoghi di incontro
In un quartiere è fondamentale la identificazione e questa nasce da una inconfondibilità di configurazione in cui molteplicità e differenziazione incentivano il senso comune dell’appartenenza in corrispondenza al desiderio di orientamento e in rapporto alle proprie disponibilità e capacità lavorative, alla proprietà e all’autoresponsabilità. Spazi per avvenimenti e piccole iniziative sono altresì indicati come luoghi d’incontro a piccola scala: una fontana, la concimaia, l’isola ecologica, la buca delle lettere, la sauna, un locale palestra, il parco, il campo sportivo, il campo giochi per bimbi e l’orto. Biblioteca e luoghi per la musica e gli hobby completano l’offerta. In particolare sono i bambini, chi li accudisce e le persone anziane i veri fruitori dell’immobile. Dove è agevole spingere una carrozzella sicuramente il luogo è adatto anche per persone con ridotte capacità motorie.

 

Densità ottimale
La cosa più importante in assoluto è creare un organismo strutturato in cellule gestibili dal punto di vista umano e in sintonia con le caratteristiche locali e naturali, in opposizione all’espansione cancerosa delle periferie. L’idea dell’organismo in architettura è il pensiero più rivoluzionario sorto nel 1900, proponendo una visione urbana corrispondente all’idea della crescita delle piante. La decentralizzazione in senso ecologico è esattamente l’opposto di quello sparpagliamento su un territorio aggredito dall’attività edilizia sfrenata e speculativa, risultante dalla divisione delle funzioni e dalla dipendenza totale dai conglomerati urbani. La densità abitativa viene deve venir definita dallo stesso potenziale naturale del sito; significa che la quantità di energia (sole, acqua, vento), la vegetazione, ecc., determinano il tipo e la densità della fruizione del luogo. Attraverso una valorizzazione ecologica (biotopo, utilizzo ottimale di energia e materiali) può essere lentamente aumentata la densità sino a raggiungere il livello di saturazione. Contestualmente deve essere utilizzato tutto il potenziale disponibile dei centri già esistenti. L’idea del decentramento non ostacola il rinnovo urbano, al contrario entrambi gli approcci devono essere complementari. Secondo statistiche mediche gli abitanti di case molto alte sono più soggetti a danni alla salute rispetto ad abitanti di edifici a pochi piani. Psicologi e sociologi (p.e. Bahrdt) sostengono da tempo che le piante degli appartamenti vanno organizzate in maniera da prevedere spazi privati protetti dagli sguardi esterni. Il rapporto tra forma della casa e densità abitativa evidenzia come una buona costruzione non superi i 4 - 6 piani. Un ulteriore aumento abitativo può essere raggiunto attraverso case con forme particolari, per esempio parzialmente interrate, piuttosto che in elevazione.

Il sole come riferimento
L’utilizzo dell’energia solare è diventato attuale dal punto di vista ecologico, climatico ed economico. Mentre l’utilizzo passivo è determinato dall’orientamento delle pareti dell’edificio, l’utilizzo attivo necessita solo di sufficiente disponibilità di superfici (tetto o pareti). Se le case sono dotate di cortili o giardini interni, l’irraggiamento solare degli spazi esterni privati è altrettanto importante del sole ricevuto nell’appartamento. Progettare senza tener conto del sole è assolutamente insensato.

Gli spazi aperti
Per progettare spazi aperti di qualità è indispensabile tener conto delle indicazioni del luogo. I riferimenti sono: geologia-topografia, situazioni climatiche (pioggia, vento), vegetazione, costruzioni già esistenti, viste privilegiate. Gli spazi liberi devono essere intesi parte integrante dello spazio urbano e il passaggio tra interno ed esterno è parte integrale del concetto architettonico. Gli spazi verdi devono essere legati tra di loro e – mantenendo una impronta specifica – farsi mosaico di luoghi riconoscibili con intensità d’uso e qualità differenti. Questo si ottiene attraverso aree gioco, alberi e piantagioni estensive, specchi d’acqua, bacini di ritenzione, lasciando la possibilità di far penetrare l’acqua nel terreno e riducendo al minimo la cementificazione e la sigillazione dei suoli. Uno spazio privato esterno, individualmente coltivabile e curabile per ogni appartamento (terrazzo sul tetto, balcone, giardino) è elemento base perchè gli inquilini si possano ricreare e minimizzare i flussi di traffico, riducendo la fuga dalla città. Naturalmente c’è anche bisogno di spazi abitativi per gli incontri. Abitanti di luoghi costruiti in questa maniera trascorrono in casa un terzo del loro tempo in più rispetto alla media. Per realizzare spazi comuni confortevoli è necessario agire sui seguenti sistemi: slarghi e piazzette, non allineamento dei volumi, entrate caratterizzate, con tettucci protettivi, muretti che delimitano il giardino, molto verde intorno, pergolati, percorsi progettati, atrii, terrazzi, spazi e impianti comuni.

Il traffico
Una regolamentazione consapevole può essere raggiunta solo attraverso un utilizzo parsimonioso di un territorio servito da mezzi di linea. Alta priorità deve essere quindi assegnata alle strutture per il traffico pubblico. L’obiettivo è una fermata in un raggio non superiore a 500 m. di metro, autobus o metropolitana leggera, che transita con una frequenza di 5-10 minuti. I percorsi ciclabili e a piedi devono essere privilegiati. Tutte le strutture di servizi e spazi comuni devono essere raggiungibili a piedi, le piste ciclabili devono essere collegate. Tali misure servono per ridurre il traffico motorizzato individuale. L’integrazione della telecomunicazione, abbinando l’abitare e il lavoro, potrebbe ridurre notevolmente gli spostamenti. Importanza acquisisce anche la protezione da rumore, che determina effetti negativi psichici e psicologici. Nessun appartamento dovrebbe affacciarsi sulle vie di forte scorrimento. In fase progettuale è da tener conto anche di altre fonti di rumore: treno, aereo, fabbrica, rumori da attività abitative e del tempo libero. Ovviamente fa parte della progettazione definire i collegamenti più brevi, sicuri e piacevoli tra un punto e l’altro: la fermata del bus, il garage, il negozio.

 

Incidenza economica
L’economia per molti aspetti non è sensibile alle esigenze umane, per cui vanno sviluppate strategie per assicurare il finanziamento di misure ecologiche. Infatti gli effetti di autoregolazione in campo ambientale entrano in azione spesso con grande ritardo rispetto alle esigenze. È la politica, attraverso gli incentivi, a detenere il mezzo più potente per dare indicazioni di sviluppo al libero mercato. Per quanto concerne il progettista, deve tener conto dei bilanci energetici ed ecologici globali. Raramente in queste valutazioni rientrano i costi sostenuti dall’ente pubblico per incentivi, tasse, sistemi di smaltimento o approvvigionamento, urbanizzazione, inquinamento ambientale, fabbisogno di energia primaria. Molti concetti architettonici che potrebbero sembrare troppo cari e non popolari, diventano economici e efficienti ad una analisi più attenta. Nella valutazione dei costi globali dell’edificio o di parti dell’edificio bisogna far rientrare ad esempio i costi di abbattimento o smaltimento, che in certi casi corrispondono ai costi dei materiali nuovi. È necessario confrontare i costi (di investimento e gestione) e attuare misure che abbattano i prezzi della casa (nessuna cantina, prefabbricazione leggera, tipizzazione articolata, costruzione con pannelli/elementi di legno, ecc.). I costi di manutenzione si abbassano notevolmente con costruzioni tese al risparmio energetico (ottimo isolamento e sfruttamento del sole). Inserendo poi nel progetto sistemi a circuito chiuso per l’acqua (in entrata e in uscita), la raccolta differenziata dei rifiuti e il riciclaggio dei materiali, si minimizza l’incidenza ambientale. Gli abitanti di edifici che hanno contribuito e partecipato alla definizione del processo progettuale, evidenziano maggiore identificazione col luogo e quindi maggiore durata degli edifici.

L’esempio dell’eco-quartiere Gaenserndorf
Si tratta di un quartiere di piccola struttura che tuttavia, costruito ormai da tempo e collaudato da oltre un decennio, può essere assunto ad esempio per nuovi quartieri. L’accento è stato posto su circuiti ecologici con riferimento all’uso di energia solare, all’acqua (wc a secco, smaltimento acque grigie) e alla raccolta differenziata. Il concetto architettonico tiene conto dell’orientamento verso sud, con l’altezze delle case scalante verso nord e uno spostamento progressivo laterale degli edifici. Particolare attenzione è stata posta all’isolamento termico, all’accumulo termico, all’impermeabilità ai raggi delle parti orientate verso ovest e a una buona areazione.
L’approviggionamento con acqua piovana avviene attraverso cisterne interrate, grandi 2,5 – 4 m³ ai quali sono anteposti dei captatori di fango e altre particelle solide. Le case sono collegate tra di loro attraverso una conduttura del troppopieno che porta ad una megacisterna di 86 m³. In media si utilizza il 65 % dell’acqua piovuta, che corrisponde al risparmio di altrettanta acqua potabile. La permanenza media in cisterna è di circa una settimana. L’acqua della cisterna viene portata all’utente attraverso un sistema di condutture e filtri lavabili in entrambe le direzioni e un impianto di sollevamento a vento. Le unità abitative sono dotate di toilette a secco tipo Clivus Multrum. Si tratta di una concimaia sigillata con all’interno un piano inclinato a rete; necessita di 3 m2 di spazio in cantina e di una canna di areazione, un po’ di trucioli di legno per assorbire l’eccesso di umidità e ogni tanto di una manciata di attivatori di compost. Non sono necessari acqua o energia. Si risparmia acqua potabile (40 - 70 m3 all’anno), si smaltiscono i rifiuti umidi di cucina e si recupera humus altamente valorizzabile. La retroattività ecologica si moltiplica: minor bisogno di impianti di canalizzazione, risparmio nel dimensionamento e nella gestione delle fogne, assenza di fanghi e residui. Per questo motivo il gabinetto a secco assume dal punto di vista economico-sociale una particolare importanza. La valutazione evidenzia che il Clivus Multrum sia un sistema ad alta efficienza, che con poca manutenzione rimane assolutamente igienico. Il costo di un tale apparecchio è di circa 3.600 Euro, corrispondenti ad un wc tradizionale compreso l’impianto, le condutture e la gestione delle fogne. Il quartiere è stato monitorato per oltre 10 anni e tutte le critiche sono state respinte.
Il bilancio ecologico complessivo è supportato dalle caratteristiche termiche delle abitazioni (orientamento, isolamento, serra, captazione energia solare), dal bilancio idrico (riuso acque piovane, fitodepurazione), dai materiali edili biologici, dal riciclaggio e smaltimento rifiuti, dal gabinetto a secco, da misure elettrobiologiche per minimizzare gli influssi negativi di campi elettromagnetici, infine dai comportamenti sociali degli abitanti. Su questa base sono stati progettati altri quartieri: Anningerblick a Guntramsdorf nei pressi di Vienna, Progetto per l’IBA-Emscherpark , nella città di Herten (D), Quartiere Rehberg di Krems (A), quartiere Rauchkogel, Maria Enzersdorf, (A).
Entro il 2003 si inizierà l’ampliamento del quartiere Gänserndorf attraverso l’aggiunta del quartiere Lebensraum. Si tratterà del primo quartiere a energia 0 nell’Austria settentrionale. La necessità termica sarà di circa 0,20 kWh/m2/anno, con areazione controllata, uso attivo e passivo del sole, recupero acque pluviali e gestione acque bianche / grige. Sarà il primo Co-housing / Project dell’Austria. In particolare vi sarà più rapporto con la natura attraverso i tetti verdi, per poter osservare meglio il cambio delle stagioni; maggiore protezione dalle intemperie, più spazio ricreativo, specchi d’acqua come regolatori climatici; niente percorsi e superfici sigillate ma orti e sistemi di riciclaggio. Il corretto orientamento contribuirà a sfruttare al massimo l’irraggiamento salare e ridurre il consumo energetico. L’utilizzo delle risorse del luogo (acqua piovana o di falda) prevede percorsi diversificati per acqua potabile ed acque ad uso domestico, (risparmio acqua potabile dell’80’%). Un parcheggio unico determina riduzione di smog e di rumore, con le auto private raggiungibili attraverso percorsi della stessa lunghezza necessaria per raggiungere il mezzo pubblico. Gli spazi interni e esterni sono a misura di bambino e anziano, raggiungibili su percorsi sicuri, luoghi non trafficati, con possibilità per il bambino di osservare i genitori durante il lavoro. La visione totale delle piccole unità costituisce un deterrente contro gli atti vandalici, quindi più sicurezza, protezione, percezione di casa, aumento della creatività personale e identificazione col luogo. Questo agevola l’integrazione delle persone vecchie e malate.

 


 


 

 

 

 
   

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