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BIOARCHITETTURA
 

Numero 36 di aprile-maggio 2004

Abitare nel limite
Non sempre, per ottenere il meglio, è necessario avere molto a disposizione; talvolta sono proprio i limiti, le costrizioni, gli impedimenti, la forzata scarsità di strumenti che consentono alla fantasia di esplicarsi e all’eleganza di tornare, ogni tanto, tra noi.

Crescere nel centro
Superfetazione (Casa Bonnin) a Eichstätt, Germania

Progetto di Andreas Hild (Hild & K)
Il proprietario di una casa con intelaiatura a traliccio ligneo (fachwerk, tutelata dalle Belle Arti) e il giovane architetto, avevano deciso per una superfetazione dell’esistente – un piano piu basso rispetto alle case vicine – scommettendo di riuscire a conciliare le due posizioni che di norma si scontrano là dove si interviene all’interno dei centri storici: da una parte la voglia di realizzare ambienti luminosi e spaziosi e dall’altra i timori della Soprintendenza che strenuamente combatte per scongiurare squarci e aperture ritenuti disarmonici rispetto alla pacata armonia delle facciate tradizionali. Detto in altre parole: come riuscire a costruire un ulteriore piano su una casa storica, collocata nel centro storico, con tutti i limiti di spazio, di scala, di volumetria, della normativa edilizia e sotto gli occhi vigili della Soprintendenza ai Monumenti?
Assecondare il desiderio di luminosità senza scontrarsi con le prescrizioni della Soprintendenza, che si impuntava su richieste compatte e chiuse?
La soluzione individuata, in continuità con il sistema tradizionale preesistente di intelaiatura controventata e quindi tamponata, ma aggiornata per tecnologia e materiali, fu una struttura metallica leggera, totalmente prefabbricata in officina e quindi trasferita con una gru al di sopra dell’ultimo piano esistente. Quindi un tamponamento con pannelli-sandwich di vetro contenenti lastre di isolante traslucido e, per finire, un ulteriore rivestimento esterno con lamine traforate di zinco-titano. Durante il giorno l’immagine è di un volume assolutamente chiuso mentre la notte manifesta il carattere trasparente dell’involucro attraverso cui filtra la luce interna. I volumi aggiunti, che hanno consentito una ridistribuzione delle funzioni, contengono un unico ampio soggiorno illuminato in maniera leggera e diffusa, quasi fosse rinchiuso da pareti in carta di riso. Dietro il soggiorno si apre, sopra i tetti del centro storico, una splendida terrazza con pergola.
Una qualità di vita raggiunta con mezzi economicissimi, grazie ad un disegno intelligente.

 



Creativi nel minimo
Casa-laboratorio di uno scultore a Eichstätt, Germania

Progetto di Diezinger & Kramer
Si riesce, avendo a disposizione solo un lotto di 73 mq circondato al centimetro da tre vicini, a costruire una casa per viverci ed essere creativi come scultori?
Il sito si trova in un quartiere – bisognoso di urgente rivalutazione – di Eichstätt, splendida cittadina del barocco bavarese in cui il noto architetto Karl-Josef Schattner, che ha diretto per una generazione l’amministrazione edilizia della diocesi episcopale, ha saputo inserire sensibili interventi di architettura moderna. Due giovani architetti, già collaboratori di Schattner e memori della sua lezione, sono stati incaricati dallo scultore Günter Lang di demolire una precedente abitazione unifamiliare di debole significato e sostituirla con una elegante architettura che fungesse anche da esempio di come sia possibile intervenire con modernità nel rispetto dei riferimenti contestuali. Cioè assumere come indicazione programmatica l’essenza storica, attualizzandola rispetto a nuovi materiali, tecnologie, esigenze e percezione estetica.
Così: volumi compatti coperti da un tetto conciso, aggetto sulla strada (erker) interpretato come vetrina d’angolo per esporvi oggetti d’arte, mura intonacate, dettagli semplici (meno=più!). Fatto insolito: nonostante la modernità compositiva, la Soprintendenza non avanzò rilievi sul progetto.
Il problema della luce diffusa, indispensabile in uno studio di scultura, è stato risolto con una grande apertura nella parte nord del tetto inclinato.
All’interno non si trovano spazi frammentati, ma un unico grande ambiente per piano; cucina e bagni sono incastrati sotto e sopra la scala, realizzata in ferro e dolomite con una fascinosa illuminazione laterale; dinanzi alla vetrina i due piani si connettono in maniera da restituire una sensazione di più ampia spazialità. Un semplice sguardo all’interno consente la piena comprensione dell’articolazione spaziale: una casa piccola, ma dall’anima generosa.

 

 

 

 
 

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