A. WEGER
LIBRERIA BRESSANONE

via Torre Bianca, 5
39042 Bressanone BZ
Tel. +39 0472 836164
Fax. +39 0472 801189
info@weger.net

 
 
 
BIOARCHITETTURA
 

Numero 36 di aprile-maggio 2004

Barcellona e Gaudí
Giovanna Digovic

Il quadro storico
Il panorama relativo al periodo in cui visse e lavorò Antoni Gaudí possiede molti riferimenti con il contesto storico generale della Spagna, sia in ambito politico che sociale. Il periodo del Modernismo e del consolidarsi del mondo borghese coprì un arco temporale all’incirca dal 1860 al 1900, ed è conosciuto con il nome di Periodo della Restaurazione, mentre per quanto riguarda Antoni Gaudí, egli visse più a lungo, fino al 1926, quindi anche durante il periodo successivo. Stabilire un periodo cronologico per quanto concerne la storia è sempre un’opera di interpretazione arbitraria; ma si potrebbe dire che il movimento del Modernismo catalano si sviluppò in un intervallo che intercorreva dagli ultimi cinquant’anni del secolo XIX fino all’inizio del secolo XX. Fu in questo periodo che si gettarono le basi del mondo attuale, e che si fondarono i nuovi partiti, basati sulle teorie sociali ed economiche moderne e, in definitiva, anche le tendenze che configurarono il comportamento personale e collettivo della società catalana, nonché lo sviluppo delle classi sociali, attraverso cui il capitalismo strutturò la società. In quest’epoca apparvero e si svilupparono nuove tecnologie, che marcarono una frontiera precisa: tra il secolo precedente, che rappresentava il passato, ed il cammino irreversibile e rapido verso il futuro, che accelerò il progresso umano e la produzione, come mai era capitato in epoche storiche precedenti. Non solo. In questo periodo ci furono anche le grandi innovazioni in campo estetico, cariche di contenuti rivoluzionari: nella musica, nella pittura, nella letteratura, nonché nel campo del comportamento e dell’immagine sociale. In sintesi, il trionfo del mondo urbano su quello rurale, in tutti i sensi, sia dal punto di vista economico, dove il settore industriale prevalse su quello agricolo, sia dal punto di vista urbano e demografico, con il prevalere della città sui paesi di campagna, dovuto alla progressiva espansione delle città (come nel caso di Barcellona) a discapito ai paesi della periferia, fatto che portò al conseguente inglobamento dei quartieri più ai margini della città. In questo senso, la città di Barcellona aveva ampie possibilità di espansione, che fu favorita proprio dal consolidamento economico e dallo sviluppo tecnologico, non in maniera casuale, ma studiata e progressiva, attraverso l’amministrazione da parte della classe borghese, che gestiva la città. L’abbondanza di capitali e tecnologie fece sì che la città assumesse, nell’arco di un ventennio, il volto di una capitale europea all’avanguardia. Si allargarono e si pavimentarono le strade, si migliorò il sistema idrico e di illuminazione della città, si costruirono edifici moderni. Il nuovo volto della città coincise con il cammino in ascesa della borghesia catalana, che desiderava assicurarsi il controllo delle finanze e della politica in Catalogna, e lasciare una firma perenne che testimoniasse il suo protagonismo ed il suo trionfo. Barcellona si riempì di nuovi edifici emblematici: uffici borsistici e banche, che rappresentavano il potere economico; casinò e teatri, a testimonianza dello sfarzo e del potere; uffici e palazzi comunali, tribunali e parlamentari, come simbolo di potere politico e giudiziale. Sono gli anni di sviluppo di tutte le grandi capitali europee; Vienna passa da 400.000 a 700.000 abitanti, Berlino da 378.000 ad un milione, Parigi da un milione a due milioni, e Londra da due milioni e mezzo, ad una popolazione di quattro milioni all’inizio degli anni ‘80. Barcellona, nel 1860, aveva una popolazione di 190.000 abitanti ed alla fine del secolo contava già su 500.000 cittadini: era una città che stava subendo un incremento demografico veramente dinamico. Uno degli anni chiave per la città, fu quello dell’Esposizione Universale del 1888, con persone che giungevano in città da tutto il mondo. Eduardo Mendoza parlava di Barcellona come de “la ciudad de los prodigios” in relazione a come si era ricavata una posizione di spicco all’interno della Spagna ed in seno all’Europa.
Però, nel contempo, bisognava ricordare anche alcuni fattori negativi. All’inizio degli anni ‘50, la città aveva un indice di alta mortalità, e le condizioni igieniche erano molto precarie; il sistema idrico funzionava in maniera insufficiente rispetto alle esigenze dei cittadini, e solo la zona del Passeig de Grácia era servita bene, però questa zona era riservata alle abitazioni della ricca borghesia, mentre gli alloggi riservati alla classe operaia vertevano in condizioni igieniche precarie, e ciò causava il diffondersi di malattie come il tifo, il colera, la tubercolosi. La mortalità in detti quartieri all’epoca raggiungeva il 50%. In un alloggio vivevano più famiglie che, spesso, a causa della mancanza di denaro, erano costrette a subaffittare le stanze con conseguente sovraffollamento dei locali. Il distretto della Barceloneta, assieme a quello dell’Hospital e di Hostafrancs, erano i quartieri peggiori della città. Nel 1885 il 30% della popolazione di Barcellona morì di colera, e l’unico dato positivo dell’epidemia, fu l’impulso verso la ricerca scientifica che spinse il dott. Jaume Ferran i Clue a scoprire un vaccino per la malattia. Oltre al colera, era comune anche la tubercolosi, dovuta alle condizioni di lavoro molto dure nelle fabbriche. Nel 1873 ci fu il primo tentativo di regolamentare l’orario di lavoro in 14 ore al giorno, però la legge venne scarsamente applicata ed i turni mediamente raggiungevano le 17 ore. Nel 1880 i bambini iniziavano a lavorare all’età di sette anni, con turni di lavoro che iniziavano alle cinque di mattina e terminavano alle nove di sera. Nel 1890 un’ulteriore riforma ridusse l’orario dalle 76 ore alle 70 ore settimanali. Grazie all’attività del TCV, sindacato operaio di Barcellona attivo dal 1868, un decreto reale nel 1902 ridusse ulteriormente l’orario di lavoro a 12 ore giornaliere. La classe operaia era una componente numerosa a Barcellona: nel 1850 rappresentava metà della popolazione della città, ed aveva problemi a sopravvivere con i salari del lavoro in fabbrica. Il guadagno del lavoro in fabbrica era insufficiente al sostentamento della famiglia, e quindi il lavoro delle donne e dei bambini era necessario e molto diffuso. L’attività del sindacato provocò tuttavia tensioni sociali e scioperi da parte della classe operaia, nei confronti dei padroni borghesi delle fabbriche. Si arrivò anche ad una serie di azioni violente che condussero all’assassinio di diversi uomini politici ed all’attentato al teatro dell’Opera, per protestare contro il governo, la repressione e la prigionia dei leaders anarchici catalani.


La nuova città e il piano Cerdà
Lo sviluppo industriale a Barcellona durante il secolo XIX portò un notevole incremento demografico dovuto in gran parte all’immigrazione di masse di popolazione che arrivarono in città attratte dal crescente benessere e dalle possibilità di lavoro. Già dal 1850, infatti, si era provveduto all’ampliamento della città tramite l’abbattimento delle mura perimetrali attorno ad essa e nell’aprile del 1859, il comune di Barcellona decise di istituire un concorso per la realizzazione del miglior progetto presentato, relativo alla creazione di una nuova planimetria per la città. Il concorso fu vinto dall’architetto Rovira i Trias, però nel mese di giugno 1859, a seguito di un decreto ministeriale del governo di Madrid, venne invece approvato il progetto dell’ingegnere e teorico urbanista Ildefons Cerdà, senza tener conto dell’opinione del Comune di Barcellona. Questo accese le proteste della popolazione, ma non servì a nulla, infatti il progetto venne approvato nel maggio del 1860. Il Plan Cerdá consisteva in una serie di manzane di forma quadrata della dimensione laterale di 113 metri circa, separate da vie di 20 metri. Si pensò alla realizzazione di otto parchi pubblici da aggiungere al parco cittadino già presente che si trovava vicino al río Besos. Due grandi direttrici principali avrebbero attraversato la città in diagonale a forma di intersezione, la Avinguda Diagonal e la Avinguda Meridiana. Per quanto riguarda la parte antica della città, non avrebbe subito nessuna modifica rilevante; furono solo costruite tre strade importanti per facilitare gli spostamenti: due attraversavano il Casco Antiguo verticalmente e in direzione del mare, e l’altra attraversava entrambe orizzontalmente. Originariamente, gli angoli delle manzane avevano forma arrotondata, e davano così origine a una piazza in ogni crocevia, ciò, secondo Cerdà, avrebbe facilitato il traffico delle sempre più numerose macchine a vapore che circolavano già da quel periodo. Con il tempo, queste piazze e anche i cortili interni alle manzane, vennero gradualmente eliminati e si chiusero con angoli. Anche gli edifici, originariamente di quattro piani, divennero sempre più imponenti e si elevarono in altezza. Questo nuovo piano regolatore favorì l’inglobamento dei paesi attorno alla città e si crearono nuovi quartieri come, ad esempio, Grácia e Sants. La trasformazione della città fu graduale e proseguì anche in epoche successive ed a questo processo costruttivo presero parte i maggiori architetti catalani. Nel 1859, anno in cui Gaudí si trasferì a Barcellona, il panorama cittadino si prestava ad uno sviluppo architettonico considerevole: le mura attorno alla città erano state abbattute, e al di là della Ciutadella si estendeva una zona ampia e protetta dai venti che, fino ad allora, era stata zona militare e che avrebbe potuto essere sviluppata a livello urbanistico.

 

 

 

 

 

 

 
 

Torna al numero 36 di BIOARCHITETTURA

Torna alla pagina degli arretrati di BIOARCHITETTURA

 

Casa editrice

Istituto Nazionale Bioarchitettura

 

 

 

 
 
 

 

I numeri dal 35 al 52

Sono editi dalla Mancosu Editore di Roma, a cui richiedere eventuali numeri arretrati.

   BIOARCHITETTURA Service
   Abbonamenti
   Contatto
   Redazione

  

   Redazione

   BIOARCHITETTURA

   C.P. 61 - 39100 Bolzano
   0471.278294