BIOARCHITETTURA
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Numero 36 di aprile-maggio 2004
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Le Tesi di Dobbiaco
Il futuro
dell’agricoltura/L’agricoltura del futuro
Ogni anno a Dobbiaco (BZ) viene affrontato un tema specifico di
particolare rilevanza, senza perdere di vista la complessa
interdipendenza delle varie tematiche. Le conclusioni sfociano
nelle “Tesi di Dobbiaco”, le quali vogliono fornire sia il quadro
concettuale per i singoli temi, sia una base per misure concrete.
Una sessione degli anni scorsi ha affrontato il tema
dell’agricoltura, concludendo i lavori con le 12 tesi di seguito
riportate.
L’agricoltura è entrata in crisi, una crisi che è parte integrante
di quella ecologica, economica e sociale, ma che costituisce al
tempo stesso un’occasione per un vasto ripensamento, e che ci
offre nuove opportunità per il domani.
Tesi 1
La politica agricola prevalente in Europa, soprattutto quella
della CEE, continua a puntare sull’industrializzazione
dell’agricoltura, ma è una politica giunta ormai in un vicolo
cieco. Né i contadini, né i consumatori vogliono e possono
sostenere i costi sociali che da essa derivano.
Tesi 2
L’agricoltura contadina, sviluppatasi nel corso dei secoli, sta
morendo, e perfino le aziende agricole razionalizzate sono messe
sempre più alle strette dalle difficoltà economiche. Si accumulano
delle eccedenze, con costi assai elevati, e si pregiudica la
fertilità permanente del terreno. L’ambiente subisce un degrado
costante e la stessa qualità degli alimenti sta peggiorando. La
salute dell’uomo è in pericolo.
Tesi 3
Il paesaggio coltivato e abitato dall’uomo, frutto di
un’agricoltura contadina praticata per secoli, viene distrutto.
Nel contempo si assiste allo sgretolamento dell’agricoltura
tradizionale e dell’economia di sussistenza nei paesi del Terzo
Mondo, da un lato per effetto della esportazione delle nostre
tecnologie agrarie e delle nostre eccedenze, dall’altro a causa
delle importazioni di mangimi e alimenti dagli stessi paesi.
Tesi 4
Nelle regioni alpine questi problemi sono meno accentuati, ma il
pericolo è particolarmente grave a causa dell’alta vulnerabilità
ecologica degli ecosistemi alpini. Il paesaggio coltivato
tradizionale assicura la stabilità ecologica, la varietà delle
specie e della natura, la bellezza del paesaggio e l’identità
culturale della popolazione. L’agricoltura di montagna, garante
del paesaggio coltivato, assume un ruolo chiave nello sviluppo
turistico del futuro.
Tesi 5
La crisi dell’agricoltura, della quale i contadini sono soltanto
le vittime più immediate, è la conseguenza di una politica
agricola che ha favorito un impiego eccessivo e indiscriminato
della tecnica e dei prodotti chimici, rendendo l’agricoltura
sempre più dipendente dall’industria, e che ora si trova disarmata
di fronte alle conseguenze negative che essa ha determinato.
Inoltre, il calo in termini reali dei prezzi agricoli al
produttore crea tuttora una spinta alla razionalizzazione chimica
e tecnologica.
Tesi 6
L’ingegneria genetica, basata sulla manipolazione dei processi
biologici, apre la strada ad applicazioni nuove dalla portata
incalcolabile, i cui rischi e benefici non sono ancora
prevedibili. Pertanto essa non può essere ancora considerata un
contributo concreto alla soluzione dei problemi dell’agricoltura.
L’utilizzo dei prodotti agricoli come materie prime e delle fonti
di energie rinnovabili di origine agricola può essere utile, se
questo utilizzo è integrato in un sistema di produzione ecologico.
La produzione attuale di bioetanolo nei grandi complessi
industriali non è accettabile, per il momento, né dal punto di
vista ecologico, né da quello economico globale.
Tesi 7
Una svolta sia teorica che pratica nella politica agricola è
necessaria per garantire i mezzi di sostentamento dell’agricoltura
stessa e di tutta la società. Occorre imboccare un cammino
coerente che conduca alla produzione di alimenti sani e ad
un’agricoltura in armonia con l’esigenza di conservare un ambiente
intatto. In breve, la qualità deve prevalere sulla quantità.
Tesi 8
Il nuovo orientamento della politica agricola dovrà favorire
l’affermazione di un’agricoltura ecologica e far sì che questa,
sulla base di redditi e prezzi commisurati al lavoro effettivo,
possa acquisire una sicurezza economica. In tal modo si
produrranno alimenti di elevata qualità e si garantiranno nel
tempo rendite sufficienti, senza rischi per la salute, senza
impatti negativi sull’ambiente, senza sprechi di risorse e senza
sfruttamento del Terzo Mondo.
Tesi 9
Una svolta nell’attività agricola è possibile se la conversione
alle tecniche biologiche è favorita garantendo alle aziende i
necessari mezzi di sostentamento e assicurando, prima di tutto, la
sopravvivenza delle aziende contadine, che più delle altre operano
ancora con metodi ecologici e, proprio per questo, vedono
minacciata la propria sopravvivenza.
Tesi 10
Una svolta nella politica agraria è dettata da motivi di
opportunità ecologica, ma anche economica. Ad essa si oppongono i
notevoli interessi di chi trae vantaggi economici e politici da
un’agricoltura eccessivamente improntata sull’uso dei mezzi
meccanici e dei prodotti chimici. L’attività formativa e
informativa, come pure la collaborazione di tutte le fasce
interessate alla svolta (in particolare i contadini e i
consumatori), costituiranno la spinta politica necessaria al
cambiamento.
Tesi 11
Il compito primario dell’agricoltura alpina, al di là della
produzione di alimenti, è la cura e la tutela del paesaggio: un
compito che va assicurato con misure adeguate. Il presupposto è un
utilizzo del suolo improntato sulle caratteristiche ambientali del
luogo. Proprio questo utilizzo costituisce uno dei postulati
dell’agricoltura ecologica. In questo senso, l’agricoltura di
montagna può svolgere una funzione di precursore della svolta
auspicata.
Tesi 12
L’agricoltura è una matrice della nostra vita biologica e della
nostra cultura. La svolta verso un’agricoltura ecologica, e la
rivalutazione culturale dell’attività agricola, aprono una via
d’uscita dalla crisi dell’agricoltura ed elevano l’agricoltura ad
una vera e propria cultura agricola. Questa svolta potrà essere il
primo passo per imprimere un profondo mutamento in chiave
ecologica alla nostra società.
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