A. WEGER
LIBRERIA BRESSANONE

via Torre Bianca, 5
39042 Bressanone BZ
Tel. +39 0472 836164
Fax. +39 0472 801189
info@weger.net

 
 
 
BIOARCHITETTURA
 

Numero 37 di giugno-luglio 2004

Nouvel per Wismar
Incubatori d'impresa sul porto

Andreas Gottlieb Hempel

Wismar è città anseatica; una delle perle urbane che assieme a Lubecca, Rostock, Stralsund e Greifswald nel lontano Medioevo diede vita alla temuta Unione commerciale del Mar Baltico: il traffico di legnami, pelli, grano e altre mercanzie sulle tratte che congiungevano il Sud del mondo con le Russie, portò incredibili ricchezze e consentì tra l'altro – testimonianza della grandezza culturale raggiunta da questi nordici commercianti – l'edificazione di cattedrali che ancor oggi impressionano per la loro imponenza, totalmente realizzate in mattoni secondo quello che verrà poi definito il Gotico del laterizio. Città dunque protese sul mare, rimaste per un recente periodo come congelate nella storia, e che oggi a quindici anni di distanza dall'unificazione tedesca sfoderano rinnovato splendore. Il paesaggio stupisce e coinvolge soprattutto nei primi mesi estivi allorché l'intenso e improvviso verdeggiare riscontra il tardo tramonto sul mare o vibra nell'argentea luce notturna. Wismar, tra le altre, risulta relativamente risparmiata dai bombardamenti alleati e anche i quarant'anni di regime comunista sono trascorsi senza scalfirne più di tanto l'identità culturale. Una giunta comunale efficiente, guidata dalla grintosa sindaca Rosemarie Wilken, ha promosso una intelligente strategia di riadattamento dell'insieme urbanistico e degli ambiti monumentali, che già mostra i primi tangibili risultati nel rinnovo e nel riuso delle strutture ereditate dalla ricca borghesia anseatica. Non è certo un miracolo spontaneo che la cittadina, di soli 50.000 abitanti, abbia saputo far rivivere il suo antico porto come centro di importazione e lavorazione del legname russo e baltico (per il 2008 è prevista, allestita negli ex immensi granai, una mostra importante sulla storia e sulla lavorazione del legno), che il nuovo cantiere navale sia già una storia di successi, che la recente università richiami studenti da ogni parte del mondo, che infine nel 2003 – dopo lungo iter – Wismar sia stata indicata dall'Unesco come sito di rilevanza mondiale. Tutto ciò sottende infatti una visione politica chiara, consapevole che è possibile rinnovare le glorie passate solo attraverso un progetto globale di promozione e di sostenibilità anche sul piano sociale e commerciale. Saltando i clientelismi locali, l'Amministrazione è solita invitare noti architetti per proposte innovative, indire veri concorsi sui nodi di maggior rilevo, appoggiarsi per le decisioni architettoniche ed urbanistiche ad una Commissione consultiva formata da personaggi esterni di riconosciuta competenza, operanti in aree anche molto distanti, che viene periodicamente convocata. La convinzione è che remunerare le idee risulti alla fine più conveniente rispetto a scelte poco ponderate o comunque partorite in assenza di respiro internazionale. Una tra le soluzioni più efficaci è stata quella di promuove gli imprenditori giovani ed innovativi locali o provenienti dall'Ovest, offrendo a prezzo convenzionato spazi attrezzati per uffici, officine e laboratori; l'opportunità dura al massimo otto anni dopodiché se l'iniziativa ha avuto successo si aprono sostegni di altro tipo. Il progetto affidato a Jean Nouvel si colloca in questo quadro ed è finalizzato appunto a realizzare strutture per giovani imprenditori dotati di belle prospettive ma pochi finanziamenti. L'area portuale d'intervento è interessante, confinante direttamente col mare aperto e con una vista mozzafiato sulla baia ed i suoi tre bacini portuali. La prossimità con il nuovo cantiere navale, le corpose navi in costruzione e la selva di grandi gru, restituiscono una percezione di marittima operosità. Nouvel ha pensato di concludere la punta estrema della penisola con una grande “U” ad ali divaricate, conferendo omogeneità e compattezza ad un'area importante, che rischiava frammentazione e disarticolazione. L'intervento, solo apparentemente semplice, si presenta come assemblaggio linguistico di elementi a partire dall'inglobamento della vecchia casa piloti dei rimorchiatori, in classico stile a mattoni rossi ed il tetto a spioventi contenuto da riseghe. Nouvel, nel captare l'atmosfera portuale, cerca il contrasto e differenzia l'immagine interna (rivolta agli utilizzatori ed ai loro contatti) dall'involucro esterno (vera e propria quinta sul porto). La prima, caratterizzata dalla tettoia aggettante a proteggere dalla luce diretta, avvolge la vecchia casa in mattoni con una vetrata continua che lascia intravedere la trama portante in acciaio; la superficie trasparente trova poi conclusione alle estremità in due testate grigie e massicce. L'immagine esterna, consapevole di una percezione da prospettive distanti, si semplifica nel segno orizzontale mediante larghe fasce che evidenziano i piani, protesi a filo d'acqua sopra un percorso lasciato libero come passeggiata pubblica – senza ringhiere – particolarmente gradito ai locali con l'hobby della pesca. Su tutto, l'invenzione dei parallelepipedi a colori accesi e contrastanti che, accatastati in maniera da risultare visibili da lontano, movimentano la scena quasi containers appena scaricati ed in procinto di prossime destinazioni, ad un tempo testimonianza e augurio per un porto che vive.

 

 

 

 

 

 

 
 

Torna al numero 37 di BIOARCHITETTURA

Torna alla pagina degli arretrati di BIOARCHITETTURA

 

Casa editrice

Istituto Nazionale Bioarchitettura

 

 

 

 
 
 

 

I numeri dal 35 al 52

Sono editi dalla Mancosu Editore di Roma, a cui richiedere eventuali numeri arretrati.

   BIOARCHITETTURA Service
   Abbonamenti
   Contatto
   Redazione

  

   Redazione

   BIOARCHITETTURA

   C.P. 61 - 39100 Bolzano
   0471.278294