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BIOARCHITETTURA
 

Numero 37 di giugno-luglio 2004

Museo del Vino

Kölner Weinmuseum

Wittfrida Mitterer

La struttura museale di Colonia si è di recente arricchita di un museo del vino. Si presenta come un ritaglio di vigneto e si articola in uno spazio interno ed uno esterno. Guardando le viti il visitatore può riconoscerne le differenze e i vari metodi di coltivazione. Dentro il museo viene invece rappresentato tutto quello che si deve sapere sul vino, dalle modalità della viticoltura alla tecnica della vinificazione, dai sistemi di conservazione alle caratteristiche dei diversi vini nel mondo.
Da oltre 71 anni questa impresa medio-piccola era insediata nel quartiere di Sant'Agnese a Colonia. Poi un cambio generazionale, assieme a progetti di espansione e al desiderio di affiancare al commercio del vino anche un museo come punto d'attrazione, hanno condotto alla ricerca di un nuovo luogo nel quale svilupparsi. Condizione essenziale era che la zona fosse ben servita dai mezzi e si trovasse non molto distante dalla vecchia attività commerciale. Sin da sempre nel giardino della casa vinicola era strutturato, a scopi dimostrativi, un impianto viticolo a piccola scala. Poi, in collegamento con l'idea di fondare nel nuovo sito un museo del vino, è nato il progetto di piantumare a viti una superficie più ampia, sempre a scopo dimostrativo. Gli architetti incaricati hanno individuato a margine della zona urbana che fa da cerniera tra centro e prima periferia di Colonia, un areale sottoutilizzato come parcheggio. Questo, nella sua forma originaria, bloccava il percorso di un viale alberato che, secondo la visione del settore di Urbanistica del Comune e seguendo il PUC definito progettualmente dagli stessi architetti alla fine degli anni ‘70, avrebbe potuto fungere da segno delimitante tra zona edificata e cintura verde. Il compito che l'area poneva era complesso:
• garantire l'interesse collettivo mediante la conferma della cintura verde;
• proseguire l'asse qualificato della via alberata;
• offrire un adeguato numero di parcheggi pubblici e privati;
• rendere tutte le istanze realizzabili attraverso l'intervento della struttura vinicola in procinto di espansione, contemplando le esigenze spaziali per il nuovo museo privato, per la viticoltura dimostrativa, l'accesso clienti, i parcheggi riservati ecc.
Ulteriori difficoltà progettuali erano portate da un bacino di ritenzione idrica e da un tratto di metropolitana leggera, che dovevano essere bypassati. Quest'ultimo inconveniente determinò ad esempio l'interposizione di una lastra continua di neoprene nelle fondazioni in maniera da rendere galleggiante l'edificio e immunizzarlo dalle vibrazioni evitando così che le bottiglie si mettessero a cantare ad ogni passaggio del metrò.
Tali ragioni spinsero verso una impostazione compatta, collocata a nord della strada d'accesso, non troppo estesa e rispettosa della cintura verde. La soluzione conclusiva fu di fondere volumetria utile e zona destinata a viticoltura: la superficie a vigneto, un rettangolo 50x30m, sale in leggero pendio da 3m sopra l'edificio, nella cintura verde, fino ad una altezza di 10m sopra la strada.
Al di sotto si trovano, a piano terra, gli spazi vendita, di produzione e deposito della cantina vinicola. Gli spazi espositivi e la sala conferenze sono collocati su una galleria lungo la strada e sono raggiungibili indipendentemente dagli spazi vendita salendo da uno spazio di distribuzione (foyer/corridoio/atrio) collocato in testa all'edificio. Una scala, partendo dalla zona di ricevimento del Museo, al primo piano, conduce nel vigneto ove i visitatori possono ammirare 30 distinti vitigni curati con metodi di coltivazione diversa. Ampi lucernari, dagli spazi vendita, lasciano libero lo sguardo che viene captato dalla coltivazione sovrastante.
L'edificazione ha utilizzano prefabbricati per alcune parti di solaio e pareti. Il blocco è protetto contro influssi meteorologici e climatici mediante un involucro pressocchè chiuso, a cappotto termico integrale, e un tetto verde (spessore 50cm) per la coltivazione dei vitigni. Si è rinunciato ad ogni tipo di rivestimento nelle pareti, nei solai e nei soffitti per mantenerne la capacità di accumulo garantendo così un clima interno fresco e uniforme. Per la superficie di facciata, dato il budget limitato, sono stati utilizzati blocchetti di cemento in combinazione tale da determinare una vibrazione lineare che ricorda la muratura in scisto. I blocchi, contenenti materiale basaltico grezzo, sono stati spaccati lungo l'asse longitudinale a piè d'opera e danno la sensazione dello spacco della cava: un piccolo trucco che mantiene chiusa la grana del blocco e quindi minimizza l'assorbimento di acqua o umidità.
In una visione di teorica partnership tra pubblico e privato, tutti ne sono usciti vincitori: sconci urbanistici sono stati risolti senza investimenti pubblici, per l'intorno il progetto è stato un fatto positivo.
In dettaglio:
• il vigneto protegge la zona verde dalle emissioni provenienti dalla strada;
• l'accesso della zona abitata alla cintura verde è stata migliorata;
• il viale alberato è stato prolungato;
• l'impresa ha potuto svilupparsi e continuare la sua attività senza abbandonare la propria tradizionale zona operativa;
• l'aggiunta del museo del vino migliora le dotazioni dell'intero quartiere, anche grazie ad effetti sinergici determinati dalla vicinanza con il parco sculture e lo zoo.

 

Progetto

   Schaller & Theodor
 

Superfici
   Uffici: 1523 m3
   Superficie lorda: 2033 m3
   Superficie netta: 1743 m3
 

Costi edili

   € 1,3 milioni
 

Conclusione lavori

   2002
 


 

 

 

 

 
 

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