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BIOARCHITETTURA
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Numero 41 di febbraio-marzo 2005
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Acqua alle fonti
Gisela Walk
Uno dei problemi principali della nostra contemporaneità è
costituito dalle risorse idriche, veramente maltrattate attraverso
inquinamenti delle falde determinati dall’agricoltura intensiva e
dalle industrie chimiche, utilizzi poco appropriati della preziosa
acqua potabile, perdite nelle condutture ecc. Oltre che nelle zone
a scarsa piovosità, il problema inizia a mostrarsi in tutta la sua
gravità nelle conurbazioni ad alta densità. Ricorrendo all’aiuto
di tecnologie innovative è tuttavia possibile almeno contenere i
consumi all’interno degli ambiti in cui la falda (miracolosamente)
riesce a rigenerarsi e a restituire acqua pulita. Per partire in
questa direzione è necessario chiedersi se davvero è
indispensabile utilizzare la preziosa acqua potabile per tutti gli
usi abitativi. Numerose ricerche scientifiche, condotte con rigore
e per tempi sufficientemente lunghi, hanno dimostrano che
l’installazione di impianti duali (uno per l’acqua da bere e
cucinare e l’altro per ulteriori usi domestici) non evidenzia
rischi apprezzabili; a questo punto diventa consigliabile e
auspicabile la diffusione, almeno tra la popolazione delle città
in cui possono manifestarsi evenienze idriche, dell’acqua di
riciclo, intendendo con questo l’utilizzo dell’acqua piovana (dai
tetti, dalle superfici non permeabili ecc.) e/o delle acque grigie
(acqua proveniente dalle operazioni casalinghe di lavaggio).
I vantaggi determinati da questi impianti sono molteplici:
• intanto, come accennato, il risparmio di acqua potabile;
• alleggerisce l’impegno delle condutture e degli impianti di
smaltimento;
• contribuisce alla ritenzione e al rallentamento dei flussi
eccessivi in occasione di precipitazioni abbondanti;
• contribuisce ad evitare che acque sporche e con poco ossigeno
arrivino ai fiumi ed ai canali, causando morie di pesci e altri
animali.
Per tali motivazioni, risulta consigliabile utilizzare l’acqua
piovana e l’acqua grigia per i sciacquoni dei WC, l’irrigazione,
la pulizia di elementi e oggetti con limitate esigenze d’igiene,
inoltre per alimentare i sistemi di raffreddamento o antincendio.
La città di Berlino, sulla base dei suoi innovativi concetti di
riuso tendenti all’autarchia del sistema idrico, si è al riguardo
meritata una buona reputazione, e in molti edifici privati e
pubblici l’acqua piovana e l’ acqua grigia vengono da alcuni anni
riutilizzate. Come è stato verificato, mentre l’afflusso di acqua
piovana è discontinuo e quindi richiede serbatoi voluminosi, gli
impianti di riciclaggio delle acque grigie sono più compatti ma
anche più dispendiosi.
Centro residenziale Lankwitz
Precursore in questo settore è stato il centro residenziale
Lankwitz, nel quartiere Steglitz-Zehlendorf. Si tratta
probabilmente del primo impianto al mondo di depurazione
dell’acqua piovana, che utilizza non solo lo scarico dei tetti ma
anche l’acqua molto più inquinata proveniente dalle strade e dai
marciapiedi pubblici e dai parcheggi. Infatti in generale la
disponibilità di acqua piovana recuperata dalle coperture non
risulta sufficiente per i condomini pluripiano, là dove è
svantaggioso il rapporto tra superficie captante e numero di
abitanti. Il centro residenziale Lankwitz, costruito tra il 1952 e
il 1953, è stato restaurato e urbanizzato nel 1995: in quella
occasione tutti gli impianti sono stati sostituiti con tecniche a
risparmio d’acqua. La scelta di recuperare in maniera consistente
tutta l’acqua disponibile è stata condizionata anche dalla elevata
sigillatura dei suoli e dalle scarse possibilità di smaltire
l’acqua piovana in falda data la natura argillosa dei terreni.
Attualmente tutta l’acqua piovana, anche quella delle nuove
costruzioni, viene convogliata nel preesistente canale pubblico a
cielo libero. Da qui una condotta deriva l’acqua in maniera da
colmare una cisterna di capienza 160 m3,
pari a circa il 58% del liquido totale. Di fatto affluisce alla
cisterna il primo deflusso di ogni pioggia, cioè quello che
contiene oltre il 90% delle impurità e delle sostanze tossiche. In
questa maniera viene alleggerito il carico inquinante che
affluisce sul canale / fiume Teltow. Nella cisterna avviene una
prima filtrazione mediante griglie successive che selezionano le
sostanze galleggianti e una sedimentazione con il deposito di
fango. A questo punto l’acqua viene pompata sul campo di
filtrazione opportunamente piantumato, e quindi percola prima in
verticale e quindi in orizzontale. Si ottiene quindi una
depurazione biologica tramite i batteri e fisica per filtrazione.
A valle un sistema a raggi UV compie un’ultima disinfezione.
L’eventuale apporto di acqua potabile dalla rete, non può avvenire
con adduzione diretta in conduttura ma attraverso rabbocco di
serbatoio a pelo libero. Da marzo 2000 quest’acqua rigenerata
fornisce giornalmente una cisterna di 6 m3
che rifornisce 200 inquilini di 80 appartamenti che la usano per i
WC e l’irrigazione delle superfici a verde. Questo comporta un
risparmio di acqua potabile pari a circa il 30%. Inoltre l’acqua
piovana, meno calcarea dell’acqua del rubinetto, consente lavaggi
più brevi e quindi risparmio di sapone e di energia elettrica. Un
particolare interessante è che alcune fasi finali del sistema sono
sistemate in una stanza con ampie finestre tutt’intorno in maniera
che gli abitanti ed i visitatori possano prendere coscienza di
quello che avviene. Prima di essere messo in funzione l’impianto è
stato verificato dall’AG Umwelthygiene (Istituto di Igiene
Ambientale) dell’Università Tecnica di Berlino. Nonostante
l’afflusso di scoli anche molto inquinati dai luoghi stradali, la
qualità dell’acqua depurata è risultata di qualità più alta
rispetto agli scopi a cui è destinata, in particolare le
concentrazioni di inquinanti e di ossigeno risultano ampiamente
compatibili con la vita vegetale e animale dei corsi d’acqua.
Dati dell’impianto
Fabbisogno presunto di acqua non potabile: ca. m3/
anno 3450
Copertura da parte dell’impianto: ca. 77%
Utilizzo di energia: 0,85 kWh/ m2
Aree collegate
Superficie utile delle coperture: m2
7325
Superficie utile dei luoghi stradali: m2
4450
Utilizzo: WC, irrigazione delle superfici a verde di circa 80
appartamenti e 6 imprese artigianali.
Blocco 103
Uno dei progetti più complessi della costruzione urbanistica
sperimentale è stato il Blocco 103 a Berlino Kreuzberg, finanziato
dalla Regione di Berlino e dallo Stato. La particolare complessità
ha riguardato l’obiettivo di chiusura dei cicli di consumo. I
concetti energetici, del microclima, di sostenibilità ambientale
sono stati raggiunti mediante sistemi di cogenerazione,
verdificazione di tetti e facciate, utilizzo di materiali edili a
basso impatto. In particolare il recupero avvenuto nel 1997 delle
costruzioni edificate tra il 1860 ed il 1870, ha incluso la messa
in funzione di alcuni impianti di riciclaggio delle acque grigie.
I sistemi, collaudati ed ottimizzati nel tempo, sono stati
utilizzati come base per ulteriori interventi adottati in tutta
l’area tedesca. In alcuni casi tale depurazione è collocata nelle
stesse cantine degli stabili e quindi non servono condutture e
trasporti: il riciclaggio è praticamente immediato. In tutti i
casi, il primo livello di purificazione si ottiene tramite
filtrazione e sedimentazione, quindi l’acqua grigia (proveniente
da docce, lavandini, lavatrici ecc.) viene depurata mediante
dischi rotanti a contatto. Si tratta di una serie accoppiata di
tamburi, ciascuno del diametro di 1,10 m e lungo 80 cm che
ruotando attraversa lentamente con una certa parte della sua
superficie un bacino contenente acqua grigia. La superficie del
tamburo, per uno spessore di 4 mm, è rivestita da una plastica
alveolare in cui vivono microrganismi in grado di scomporre i
contenuti organici dell’acqua. L’apporto di ossigeno, necessario
per i processi di decomposizione aerobi, avviene nella fase in cui
la superficie del tamburo si erge fuori dall’acqua. Il movimento è
tale che il tamburo compie una intera rotazione in un periodo di
circa 2,5 ore, per lasciare il tempo ai microrganismi di compiere
il loro “lavoro”. In un bacino seguente si deposita la massa
biologica scomposta. Quindi, a conclusione, una lampada a raggi UV
uccide batteri, germi e forme vitali. L’acqua così depurata è
limpida e soddisfa le esigenze fisiche e di igiene, viene quindi
pompata in un serbatoio e da qui nella rete duale per i Wc. Il
costo a metro cubo, compreso l’ammortizzamento dell’impianto e la
manutenzione, è inferiore a quello dell’acqua potabile a Berlino
(che sono comunque tra i più alti d’Europa).
Dati dell’impianto
Fabbisogno presunto di acqua non potabile: ca. m3/
giorno 1,5-2,5
Tempo di riciclo: giorno 1
Aggiunta di acqua potabile: ca. 10%
Fabbisogno di energia: ca. 2,15 kWh/m2



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