BIOARCHITETTURA
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Numero 41 di febbraio-marzo 2005
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Landscape integration
Joachim Eble
Il prestigioso premio Immobilien Award 2003 per il miglior
intervento immobiliare dell’anno è stato assegnato ad un quartiere
progettato dal nostro studio, divenuto noto per i suoi interventi
caratterizzati da attenzione ecologica e sociale, in particolare
il quartiere Schafbruehl e l’asilo Herrle sberg a Tubinga. In
questo caso si è trattato del quartiere Arcadia (Arkadien Asper)
nei pressi di Ludwigsburg che, tra oltre duecento concorrenti, ha
consentito il primato dell’impresa Strenger Bauen und Wohnen,
sempre di Ludwigsburg, ottenuto per aver insediato su un area di
cica 15.000 m2, grappoli di unità
abitative singole e a schiera, distribuite nel verde con una
configurazione a paese, intersecata da piacevoli rivoli d’acqua.
Nella motivazione, la giuria ha voluto sottolineare la
riattualizzazione dell’idea di città-giardino, l’attenzione per i
rapporti di vicinato, l’ambiente a misura di bambino e infine la
partecipazione attiva dei futuri abitanti ai processi progettuali.
L’importo complessivo di vendita delle abitazioni è stato di 25,12
milioni di € a fronte di un investimento totale pari a 21,7
milioni di €. Le costruzioni sono state iniziate nella primavera
del 2001 e concluse a fine 2002. Nonostante la densità abitativa
determinata dai volumi edilizi costruiti – che ha incrementato l’economicità
dell’intervento – il complesso si mostra all’abitante e al
visitatore in maniera aperta e sciolta. Momenti caratterizzanti
sono i tetti a verde, il linguaggio formale che riprende gli
stilemi del vivere tradizionale senza sdolcinature e nostalgie, i
colori che richiamano la luce mediterranea e sono diversamente
calibrati per ogni edificio in funzione alla posizione, di come è
investito dalla luce, esposizione, vegetazione e quindi la
tonalità della casa vicina. Il colore serve anche da elemento
guida e di orientamento per l’intero quartiere. Un ruolo
importante svolge anche l’acqua, i cui percorsi sono portati a
vista in maniera da farne elementi paesaggistici. In questo caso è
stato applicato il concetto che considera l’intero quartiere come
un sistema globale di ritenzione idrica, con raccolta a vista
lungo i percorsi (viottoli, strade, rivoli che fanno
contemporaneamente da divisorio tra le proprietà, parco giochi
acquatico, laghetto ecc.), stoccaggio nelle cisterne e riutilizzo
delle acque piovane nell’irrigazione e nelle abitazioni. In questo
senso, l’acqua intesa come elemento vitale e avventura. Non solo
la tradizione della città giardino dunque, ma anche il concetto
dell’aiuto reciproco ad alta vocazione sociale: tutti gli insiemi
abitativi convergono verso il centro sociale, caratterizzato dalle
attrezzature e dagli arredi di utilità comune: piazza, panchine,
fontana ecc. Un manager edile è tutti giorni a disposizione per
tutte le esigenze degli abitanti. Attraverso l’Ufficio di
Quartiere si prenotano e organizzano i servizi per le mamme (per
esempio il babysitting e la custodia bambini), gli anziani (per
esempio il servizio-spesa), la lavanderia, lo stiro ecc. Tra gli
areali privati non esistono divisioni ed è sempre possibile il
contatto con il vicino al di là della siepe. Per aumentare
l’identificazione con la nuova dimora, gli abitanti sono stati
coinvolti nel processo edilizio sin dal primo momento anche
attraverso appositi workshop. Un ottimo allacciamento al centro
del paese (stazioni di metropolitana leggera e autobus) consentono
il collegamento infrastrutturale: scuola elementare, media e liceo
sono vicine e facilmente raggiungibili anche in bicicletta. Dal
quartiere sono state bandite le macchine (dove possibile sono
state interrate); la riduzione del traffico è legge fondamentale
anche perché consente la creazione di spazi idonei ai bambini. La
raccolta delle acque piovane che – dopo aver qualificato il
paesaggio – vengono riutilizzate, l’impiego di materiali
compatibili con l’ambiente e la produzione di energia elettrica
attraverso il solare e il fotovoltaico, sono pionieristici e
rendono questo progetto un esempio di organizzazione
ecologicamente corretta. Gli affitti si aggirano intorno ai 7-9 e
al m2 mentre i prezzi di vendita
si sono orientati sui 2300-2500 e al m2.
Che il rapporto qualità prezzo sia corretto, è confermato dalla
vendita di tutte le unità immobiliari entro pochi mesi dal
completamento del quartiere.
Quartiere Heinrich Boell
A Nord di Berlino, sull’area di una ex giardineria nei pressi
della Schillerstrasse, è stato realizzato in più fasi un
insediamento edilizio, la Siedlung Heinrich Boell, con circa 400
appartamenti distribuiti in edifici a più piani; il concetto
urbanistico originario – per altro mai completato – prevedeva una
suddivisione in quattro megablocchi, che però non avrebbero dovuto
riprendere la tipica immagine di periferia della fine del ’900.
L’obiettivo era infatti realizzare un abitato in sintonia con la
natura, con zone senza macchine, ampio utilizzo del solare (circa
1700 m2 di tetti solari) e
rispetto della vegetazione cresciuta rigogliosa lungo il torrente
Kreuzgraben, che attraversa il quartiere caratterizzando
l’ambiente e l’orientamento degli edifici. Si tratta per la
maggior parte di edilizia agevolata, con il 90% delle abitazioni
in affitto. La struttura edile è articolata in spazi abitativi che
si alternano con piazzole e ambiti a verde. Questi ultimi lungo
l’asse nord-sud si aprono su un paesaggio acquatico dall’aspetto
quasi lagunare, che alimenta il torrente e le sue diramazioni.
Lungo la strada la consistenza edilizia si sviluppa su 5 piani,
mentre all’interno si hanno altezze inferiori.




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