A. WEGER
LIBRERIA BRESSANONE

via Torre Bianca, 5
39042 Bressanone BZ
Tel. +39 0472 836164
Fax. +39 0472 801189
info@weger.net

 
 
 
BIOARCHITETTURA
 

Numero 47 di febbraio-marzo 2006

Progetti d’acqua
“nascondere il fluire dell’acqua è un errore progettuale”

Herbert Dreiseitl

Nelle città l’acqua è gestita e pensata come qualcosa di sporco, di disdicevole, da tenere nascosto o comunque ignorare: i corsi d’acqua non vivono più insieme alla città, fossi e ruscelli sono stati sistematicamente tombati, le gronde allontanano la pioggia il più velocemente possibile, le fognature ingurgitano ogni rivolo. Il nostro Atelier è stato tra i primi al mondo a specializzarsi nella gestione ad un tempo funzionale ed estetica dell’acqua. Ha raccolto, perfezionato e messo a punto ingegnosi sistemi scientifici e tecnologici idonei al recupero, alla purificazione, al riuso di questa risorsa preziosa; quindi, per ristabilire la connaturata varietà di situazioni e di significati legati allo sgorgare, saltellare, fluire, riposarsi, a tutto ciò abbiamo dato forma. L’obiettivo è un disegno naturalistico ma assolutamente contemporaneo capace di restituire al nostro vivere la capacità - che è da sempre nella storia - di dialogare con l’acqua. Ancora di più: dimostrare che il progetto d’architettura può contribuire nella costruzione del sistema di riferimenti etici e culturali necessari ad un governo saggio e lungimirante delle risorse, dell’ambiente e del paesaggio.
 

Concetto d’acqua.
Tanner Springs Park, Portland, 130 – Oregon

Si è trattato di un concorso internazionale in cui lo studio Dreiseitl ha vinto il 1° Premio. L’obiettivo era il recupero del collegamento della città col suo fiume, persosi per via della stratificazione di industrie che, per facilità nei trasporti e per il basso costo delle aree marginali, avevano nel tempo occupato il fronte acqua. Ora le grandi zone industriali sono state dimesse e quelle aree, nel frattempo divenute preziosissime, richiedevano funzioni più rilevanti. La dimensione dell’intervento postulava un pensiero forte (dato dal masterplan di Peter Walzer) e un rapporto delicato ed elegante tra i nuovi volumi e il fiume. In particolare la riqualificazione si è concentrata su Park Square, il secondo dei quattro nuovi parchi urbani destinati a collegare col verde la City e il Willamette River. Il filo conduttore prescelto è stato di caratterizzare il parco come una finestra sul passato, visualizzando in maniera concettuale gli stadi di sviluppo urbano degli ultimi 200 anni, dalle preesistenti zone umide all’occupazione industriale fino alla città residenziale contemporanea. Si tratta di un grande quadrato ritagliato, in parte rilevato ma quasi sempre ribassato rispetto alla griglia urbana, in cui è possibile trovare oasi di contemplazione e tranquillità circondati da essenze vegetali autoctone e piccoli rigagnoli, lasciando quindi fuori campo lo stress e la frenesia urbana. Una rappresentazione scenica della naturalità. Moderate pendenze consentono lo snodarsi di zone aride e luoghi umidi. Nel punto più basso si trova il Pond, lo specchio d’acqua, attraversato da un’esile passerella di legno che fa da collegamento diagonale tra la Northrup Street e la Marshall Street. Sedute a gradoni ricoperti di erba modellano i dislivelli e servono allo stesso tempo come accesso al parco. Di particolare interesse quello che il nostro studio ha denominato “Art Wall”, elemento artistico in rilievo che segna il taglio dove paesaggio e città si incontrano, dove il suolo si increspa come a evidenziare una progressiva “sbucciatura” degli strati precedenti. Vecchi binari ferroviari che racchiudono intarsi di vetro – il vetro proviene da Portland, mentre l’elaborazione viene eseguita in Germania – si muovono, vibrano e inquadrano lo sguardo dal Boardwalk verso il parco, fornendo contemporaneamente una protezione di quest’ultimo nei confronti della città. Nelle prime fasi progettuali sono stati realizzati alcuni workshops aperti, durante i quali tutti i cittadini sono stati chiamati ad esprimere le proprie idee e dare indicazioni intorno ad alcuni temi: riproposizione di modalità osservate in natura, scelta delle piante, tipi di pavimentazione naturale e permeabile, definizione di un luogo significativo di raccolta dell’acqua piovana. è stato quindi deciso di raccogliere nel Pond, dove avvengono ritenzione e purificazione, tutta l’acqua piovana del parco e dei percorsi. I piccoli rigagnoli che accompagnano i sentieri consentono un riciclo continuo e, insieme al biotopo rigenerante (che lavora secondo principi biologici), sottraggono all’acqua i sali minerali e provvedono alla sua continua purificazione. In caso di necessità un troppopieno conduce nel sistema di canalizzazione urbana. Come attrazione particolare è prevista una illuminazione notturna soft dell’Art Wall e del Pavillion dell’acqua piovana, mentre il parco nel suo complesso viene illuminato solo là dove strettamente necessario.

In particolare l’intervento di Dreiseitl si è concentrato su, il secondo dei quattro nuovi parchi urbani destinati a collegare col verde la city e il Willamette River. Il Park Square è stato pensato come una finestra concettuale sul passato, dalle zone umide preesistenti all’occupazione industriale fino alla città residenziale contemporanea.

Committente: Città di Portland
Concetto e design: Atelier Dreiseitl/Waterscapes
Architetto paesaggista locale: Greenworks P.C.
Superficie acquea: 500 m2
Superficie parco: 4000 m2
Esecuzione lavori: 2004/2005

Spazio aperto.
Heiner-Metzger-Platz, nuova Ulm

Tutto (la vita, la vegetazione, gli animali, i piccoli aggregati come le grandi città) nascono intorno all’acqua. Da sempre l’acqua è luogo privilegiato in cui l’uomo si riconcilia con la natura e per secoli è stata accolta e accudita come fondamentale complemento della qualità urbana. Parallelamente, su uno scenario planetario, quella che era la più significativa testimonianza della storia della natura e della storia dell’uomo, viene sprecata, dilapidata, dissipata; ma anche, trasformata in merce, diventa oggetto di conflitti drammatici di tipo economico, politico e sociale.
Ma nascondere il fluire dell’acqua è un errore progettuale. Un elegante e piacevole esempio di uso dell’acqua in ambito urbano è quello nella Heiner-Metzger-Platz, ex piazza della stazione diventata ampliamento del centro città in direzione argine del Danubio e dell’areale previsto per l’Esposizione floreale che si terrà nel 2008 (Landesgartenschau). Le prime idee sono nate durante alcuni progetti scolastici in cui i ragazzi sono stati assoluti protagonisti, tradotte poi dal nostro Atelier in un linguaggio urbanistico-paesaggistico-architettonico in cui l’attrattività e il segno moderno hanno costituito il leitmotiv del design.
Durante il workshop con i giovani tenutosi presso il nostro Atelier, sono stati mostrati alcuni esperimenti con l’acqua ed è stato discusso, tutti insieme, il pre-progetto integrando indicazioni e idee dei giovani attori. Questo processo ha portato ad una grande accettabilità e co-responsabilità per la “loro” piazza.
Alla base dell’idea progettuale è stata posta una zonizzazione che prevede ambiti differenziati e molto articolati:
– dal lastricato posato in diagonale, emerge una tettoia di alberi che coprono superfici di sabbia e fili d’acqua;
– alcune possibilità di attività sono integrate nell’ambiente: una parete per arrampicarsi, un calcetto, un gioco a scacchi a dimensione d’uomo;
– panche e sassi su cui sedersi, che invitano all’osservazione e al riposo;
– l’insieme dei giochi d’acqua, che formano un forte segnale riconoscibile da lontano.
L’acqua cade come un velo nebulizzato sullo specchio d’acqua sottostante delimitando lo spazio aperto verso la città. La sonorità delle gocce che precipitano e rimbalzano contribuiscono a caratterizzare l’atmosfera veramente molto particolare dell’intera piazza. La profondità dell’acqua è di soli 5 cm.
Le lastre di pietra, posate in diagonale, segnano l’accesso attraverso delle “porte idriche” rivolte verso la piazza acquatica e la piazza-albero. La sceneggiatura determinata dai flussi acquei è stata verificata costruendo e ponendo in funzione un modello in scala 1:1. L’alimentazione dei getti avviene attraverso acqua di qualità potabile, che proviene a circuito chiuso dalla cisterna.
L’acqua viene purificata e preparata attraverso tecnologie tradizionali. L’entrata della biblioteca che si trova a ridosso della piazza, viene valorizzata attraverso un percorso integrato nel progetto dello spazio urbano.

Committente: Città di Ulm
Dimensione: 2600 m2
Superficie acquea: 223 m2
Esecuzione lavori: 2004
 

 

 

 

 

 

 

 
   

Torna al numero 47 di BIOARCHITETTURA

Torna alla pagina degli arretrati di BIOARCHITETTURA

 

Casa editrice

Istituto Nazionale Bioarchitettura

 

 

 
 
 

 

I numeri dal 35 al 52

Sono editi dalla Mancosu Editore di Roma, a cui richiedere eventuali numeri arretrati.

   BIOARCHITETTURA Service
   Abbonamenti
   Contatto
   Redazione

  

   Redazione

   BIOARCHITETTURA

   C.P. 61 - 39100 Bolzano
   0471.278294