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BIOARCHITETTURA
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Numero 47 di febbraio-marzo 2006
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Progetti d’acqua
“nascondere il fluire dell’acqua è un errore progettuale”
Herbert Dreiseitl
Nelle città l’acqua è gestita e pensata come qualcosa di sporco,
di disdicevole, da tenere nascosto o comunque ignorare: i corsi
d’acqua non vivono più insieme alla città, fossi e ruscelli sono
stati sistematicamente tombati, le gronde allontanano la pioggia
il più velocemente possibile, le fognature ingurgitano ogni
rivolo. Il nostro Atelier è stato tra i primi al mondo a
specializzarsi nella gestione ad un tempo funzionale ed estetica
dell’acqua. Ha raccolto, perfezionato e messo a punto ingegnosi
sistemi scientifici e tecnologici idonei al recupero, alla
purificazione, al riuso di questa risorsa preziosa; quindi, per
ristabilire la connaturata varietà di situazioni e di significati
legati allo sgorgare, saltellare, fluire, riposarsi, a tutto ciò
abbiamo dato forma. L’obiettivo è un disegno naturalistico ma
assolutamente contemporaneo capace di restituire al nostro vivere
la capacità - che è da sempre nella storia - di dialogare con
l’acqua. Ancora di più: dimostrare che il progetto d’architettura
può contribuire nella costruzione del sistema di riferimenti etici
e culturali necessari ad un governo saggio e lungimirante delle
risorse, dell’ambiente e del paesaggio.
Concetto d’acqua.
Tanner Springs Park, Portland, 130 – Oregon
Si è trattato di un concorso internazionale in cui lo studio
Dreiseitl ha vinto il 1° Premio. L’obiettivo era il recupero del
collegamento della città col suo fiume, persosi per via della
stratificazione di industrie che, per facilità nei trasporti e per
il basso costo delle aree marginali, avevano nel tempo occupato il
fronte acqua. Ora le grandi zone industriali sono state dimesse e
quelle aree, nel frattempo divenute preziosissime, richiedevano
funzioni più rilevanti. La dimensione dell’intervento postulava un
pensiero forte (dato dal masterplan di Peter Walzer) e un rapporto
delicato ed elegante tra i nuovi volumi e il fiume. In particolare
la riqualificazione si è concentrata su Park Square, il secondo
dei quattro nuovi parchi urbani destinati a collegare col verde la
City e il Willamette River. Il filo conduttore prescelto è stato
di caratterizzare il parco come una finestra sul passato,
visualizzando in maniera concettuale gli stadi di sviluppo urbano
degli ultimi 200 anni, dalle preesistenti zone umide
all’occupazione industriale fino alla città residenziale
contemporanea. Si tratta di un grande quadrato ritagliato, in
parte rilevato ma quasi sempre ribassato rispetto alla griglia
urbana, in cui è possibile trovare oasi di contemplazione e
tranquillità circondati da essenze vegetali autoctone e piccoli
rigagnoli, lasciando quindi fuori campo lo stress e la frenesia
urbana. Una rappresentazione scenica della naturalità. Moderate
pendenze consentono lo snodarsi di zone aride e luoghi umidi. Nel
punto più basso si trova il Pond, lo specchio d’acqua,
attraversato da un’esile passerella di legno che fa da
collegamento diagonale tra la Northrup Street e la Marshall
Street. Sedute a gradoni ricoperti di erba modellano i dislivelli
e servono allo stesso tempo come accesso al parco. Di particolare
interesse quello che il nostro studio ha denominato “Art Wall”,
elemento artistico in rilievo che segna il taglio dove paesaggio e
città si incontrano, dove il suolo si increspa come a evidenziare
una progressiva “sbucciatura” degli strati precedenti. Vecchi
binari ferroviari che racchiudono intarsi di vetro – il vetro
proviene da Portland, mentre l’elaborazione viene eseguita in
Germania – si muovono, vibrano e inquadrano lo sguardo dal
Boardwalk verso il parco, fornendo contemporaneamente una
protezione di quest’ultimo nei confronti della città. Nelle prime
fasi progettuali sono stati realizzati alcuni workshops aperti,
durante i quali tutti i cittadini sono stati chiamati ad esprimere
le proprie idee e dare indicazioni intorno ad alcuni temi:
riproposizione di modalità osservate in natura, scelta delle
piante, tipi di pavimentazione naturale e permeabile, definizione
di un luogo significativo di raccolta dell’acqua piovana. è stato
quindi deciso di raccogliere nel Pond, dove avvengono ritenzione e
purificazione, tutta l’acqua piovana del parco e dei percorsi. I
piccoli rigagnoli che accompagnano i sentieri consentono un
riciclo continuo e, insieme al biotopo rigenerante (che lavora
secondo principi biologici), sottraggono all’acqua i sali minerali
e provvedono alla sua continua purificazione. In caso di necessità
un troppopieno conduce nel sistema di canalizzazione urbana. Come
attrazione particolare è prevista una illuminazione notturna soft
dell’Art Wall e del Pavillion dell’acqua piovana, mentre il parco
nel suo complesso viene illuminato solo là dove strettamente
necessario.
In particolare l’intervento di Dreiseitl si è concentrato su, il
secondo dei quattro nuovi parchi urbani destinati a collegare col
verde la city e il Willamette River. Il Park Square è stato
pensato come una finestra concettuale sul passato, dalle zone
umide preesistenti all’occupazione industriale fino alla città
residenziale contemporanea.
Committente: Città di Portland
Concetto e design: Atelier Dreiseitl/Waterscapes
Architetto paesaggista locale: Greenworks P.C.
Superficie acquea: 500 m2
Superficie parco: 4000 m2
Esecuzione lavori: 2004/2005
Spazio aperto.
Heiner-Metzger-Platz, nuova Ulm
Tutto (la vita, la vegetazione, gli animali, i piccoli aggregati
come le grandi città) nascono intorno all’acqua. Da sempre l’acqua
è luogo privilegiato in cui l’uomo si riconcilia con la natura e
per secoli è stata accolta e accudita come fondamentale
complemento della qualità urbana. Parallelamente, su uno scenario
planetario, quella che era la più significativa testimonianza
della storia della natura e della storia dell’uomo, viene
sprecata, dilapidata, dissipata; ma anche, trasformata in merce,
diventa oggetto di conflitti drammatici di tipo economico,
politico e sociale.
Ma nascondere il fluire dell’acqua è un errore progettuale. Un
elegante e piacevole esempio di uso dell’acqua in ambito urbano è
quello nella Heiner-Metzger-Platz, ex piazza della stazione
diventata ampliamento del centro città in direzione argine del
Danubio e dell’areale previsto per l’Esposizione floreale che si
terrà nel 2008 (Landesgartenschau). Le prime idee sono nate
durante alcuni progetti scolastici in cui i ragazzi sono stati
assoluti protagonisti, tradotte poi dal nostro Atelier in un
linguaggio urbanistico-paesaggistico-architettonico in cui l’attrattività
e il segno moderno hanno costituito il leitmotiv del design.
Durante il workshop con i giovani tenutosi presso il nostro
Atelier, sono stati mostrati alcuni esperimenti con l’acqua ed è
stato discusso, tutti insieme, il pre-progetto integrando
indicazioni e idee dei giovani attori. Questo processo ha portato
ad una grande accettabilità e co-responsabilità per la “loro”
piazza.
Alla base dell’idea progettuale è stata posta una zonizzazione che
prevede ambiti differenziati e molto articolati:
– dal lastricato posato in diagonale, emerge una tettoia di alberi
che coprono superfici di sabbia e fili d’acqua;
– alcune possibilità di attività sono integrate nell’ambiente: una
parete per arrampicarsi, un calcetto, un gioco a scacchi a
dimensione d’uomo;
– panche e sassi su cui sedersi, che invitano all’osservazione e
al riposo;
– l’insieme dei giochi d’acqua, che formano un forte segnale
riconoscibile da lontano.
L’acqua cade come un velo nebulizzato sullo specchio d’acqua
sottostante delimitando lo spazio aperto verso la città. La
sonorità delle gocce che precipitano e rimbalzano contribuiscono a
caratterizzare l’atmosfera veramente molto particolare dell’intera
piazza. La profondità dell’acqua è di soli 5 cm.
Le lastre di pietra, posate in diagonale, segnano l’accesso
attraverso delle “porte idriche” rivolte verso la piazza acquatica
e la piazza-albero. La sceneggiatura determinata dai flussi acquei
è stata verificata costruendo e ponendo in funzione un modello in
scala 1:1. L’alimentazione dei getti avviene attraverso acqua di
qualità potabile, che proviene a circuito chiuso dalla cisterna.
L’acqua viene purificata e preparata attraverso tecnologie
tradizionali. L’entrata della biblioteca che si trova a ridosso
della piazza, viene valorizzata attraverso un percorso integrato
nel progetto dello spazio urbano.
Committente: Città di Ulm
Dimensione: 2600 m2
Superficie acquea: 223 m2
Esecuzione lavori: 2004





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