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BIOARCHITETTURA
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Numero 47 di febbraio-marzo 2006
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Fatte per condurre
Confronto tra tubature in gres e pvc
Bruno Stefani
Il Parlamento Europeo, nel “Libro Verde” dedicato alle tematiche
ambientali (26 luglio 2000) ha caldeggiato la ricerca di soluzioni
pratiche per i problemi relativi all’ambiente e alla salute umana
comportati dall’utilizzazione del Pvc. Si calcola che attualmente
gli scarti dell’industria del cloruro di polivinile siano 3,6
milioni di tonnellate/anno e nei prossimi 20 anni se ne prevede
l’aumento dell’80%. La pericolosità di tali scarti è dovuto
essenzialmente al cloro, inibitore della combustione nel Pvc ma
tossico per l’uomo (largamente impiegato nella prima guerra
mondiale come arma chimica) in quanto allo stato gassoso irrita le
mucose mentre allo stato liquido provoca ustioni cutanee. In fase
di smaltimento quasi tutti gli inceneritori rilasciano in
atmosfera acido cloridrico (HCl); l’abbattimento dei fumi rischia
di aggravare il problema: i residui di lavaggio dei fumi
provenienti dal Pvc generano ulteriori prodotti nocivi. Nonostante
in tempi recenti siano state attivate filiere di riciclo del Pvc,
la raccolta e la classificazione causano ancora molti problemi dal
momento che nei prodotti di riciclo ricompaiono piombo e perfino
cadmio. L’industria del Pvc è stata più volte sollecitata a
trovare soluzioni alternative per questi additivi. Nonostante tali
problematicità, nella quasi totalità delle nuove costruzioni
vengono installate tubazioni Pvc, decisamente più economiche
rispetto a qualsiasi altro materiale. Ma la valutazione dovrebbe
essere giocata su più punti. Ad esempio le tubature in gres
ceramico non sono soggette a invecchiamento e le reti fognarie
mantengono nel tempo lo loro resistenza originaria. Molti scavi
archeologici hanno portato alla luce tubazioni d’argilla cotta
ancora intatte. Come nel Palazzo di Mari in Babilonia (2000 a.C.),
sotto l’Agorà di Atene (costruita 2.500 anni or sono) e nella
Città dei Re di Petra in Giordania. Ovviamente nel corso nel tempo
sono stati apportati molti miglioramenti tecnici: resistenza
meccanica, impermeabilità e sistemi di giunzione flessibili. La
resistenza al deterioramento nel tempo rimane comunque la
caratteristica fondamentale, qualità particolarmente importante
oggi in funzione di temi quali la sostenibilità e le problematiche
legate alla gestione dei rifiuti e delle scorie.
Durata
Uno studio ha classificato le caratteristiche della microstruttura
di diversi materiali confermando che il ciclo di vita più lungo
viene garantito in funzione di qualità elevate nei parametri più
importanti. Garantita la durata del gres ceramico, l’attenzione
deve concentrarsi sulle guarnizioni di tenuta. Queste, realizzate
in poliuretano e gomma sintetica, vengono sottoposte a test di
resistenza nel tempo simili a quelli relativi alle tubazioni in
materiale plastico. Dai risultati emerge che, a differenza di
quanto accade per talune resine che dopo 50 anni mostrano
improvvisi cedimenti prestazionali, i materiali impiegati per le
guarnizioni delle tubazioni in gres anche dopo 50 anni continuano
l’andamento asintotico assicurando al sistema, anche dopo un
secolo, una tenuta doppia rispetto a quanto previsto dagli
standard. Alcuni rilievi condotti nel 1993 in un cantiere in
Germania su una tubazione in gres ceramico posata 25 anni prima,
hanno verificato attraverso telecamera il buono stato di
conservazione della rete e l’assenza di danni evidenti. La durata
dei materiali dovrebbe perciò essere assunto come parametro
fondamentale in confronti economici.
Il metodo più semplice è basarsi sui valori di ammortamento
calcolati in base all’esperienza di analisi eseguite su sistemi in
esercizio da anni, e riportati dalla letteratura di settore. Le
normative tedesche assegnano al ciclo di vita del gres ceramico
80-100 anni, mentre alle tubazioni in plastica 50. Solo la recente
versione Lawa, dietro pressione delle industrie plastiche, non fa
più riferimento alle differenze specifiche dei vari materiali.
In Europa molti comuni si stanno costruendo proprie banche dati e
si stanno dotando dei necessari software per le valutazioni
economiche legate alla durata degli impianti fognari. A Rotterdam
le aspettative di durata sono calcolate sulla base di misurazioni
degli indici di riempimento delle tubazioni e del livello di
cedimento delle condotte e, per poter stimare il livello di
corrosione, sono state carotate diverse tubazioni in calcestruzzo
traendo conclusioni precise sul tipo di materiale. Diverse grandi
città hanno effettuato analisi similari basate sulla valutazione
del livello dei danni in conformità alle normative vigenti, in
questo modo si è giunti alla conclusione che tubazioni in gres
posate prima del 1924 non necessitavano d’interventi di
rinnovamento, al contrario di quanto segnalato dalla
classificazione dei danni su tubazioni in plastica, anche se
installate in tempi recenti. A Düsseldorf, sulla base di queste
valutazioni, sono stati aumentati i periodi d’ammortamento del
gres ceramico e, parzialmente, del calcestruzzo, mentre sono stati
diminuiti drasticamente i periodi d’ammortamento delle tubazioni
in plastica, rispetto a quelli utilizzati sino ad allora. Anche a
Dresda è stata effettuata una stima delle aspettative di vita dei
sistemi fognari sulla base di indagini con videocamera e di
classificazioni dei danni, che hanno dato ampi vantaggi al gres
ceramico.
Caratteristiche fisiche
Mentre la fondazione in calcestruzzo era stata, nel corso del
tempo, oggetto di attacco chimico, la condotta in gres è rimasta
intatta sia internamente che esternamente (come dimostrato da un
test eseguito alla pressione di 5 m di colonna d’acqua con sforzo
di taglio a 25 N/mm di diametro).
Campioni di poliuretano morbido prelevati dal giunto sono
risultati conformi ai requisiti di norma correnti, con una
deformazione del 13,5% mentre la pressione di giunzione (1,0
N/mm2) ha raggiunto il quadruplo del valore minimo. Per cui la
resistenza meccanica, nei 25 anni di esercizio, non è stata
minimanente intaccata, resistendo ad un carico limite di rottura
pari a 82 kN/m (ben superiore ai 45 kN/m previsto dalla normativa
vigente all’epoca della produzione del materiale).
Al contrario, se si soggetta a taglio o si carica puntualmente una
tubazione in Pvc in funzione da decenni si provoca una rottura
netta in quanto il modulo di elasticità del materiale sarà
diminuito più del 50%. Per questo motivo, nelle verifiche
statiche, il modulo elastico del Pvc viene assunto pari 3.600
N/mm2 per il beve termine e 1.750 N/mm2 nel lungo termine.
Tale calo di resistenza comporta rischi soprattutto nel caso di
successivi scavi nelle vicinanze del sistema fognario per
installare o rinnovare le infrastrutture esistenti, frequentemente
effettuati con tecniche di perforazione (directional drilling) che
non consentono il controllo del costipamento del sottosuolo e
dell’area circostante.
Se viene disturbato il costipamento del terreno di rinfianco,
vengono meno le condizioni necessarie per la stabilità e la tenuta
dell’opera nel tempo. In particolare va segnalato come la
resistenza allo schiacciamento delle tubazioni in Gres negli
ultimi anni, aumentata anche grazie alla normativa di prodotto
europea EN 295, abbia raggiunto nelle attuali produzioni europee
valori di rottura allo schiacciamento superiori del 30% a quanto
previsto per i vari diametri e classi di resistenza dalla stessa
normativa.
Le tubazioni in gres ceramico garantiscono, oltre all’alta
resistenza ai carichi, anche l’elevata flessibilità nei giunti.
Conformemente alle normative EN 295 infatti le tubazioni in gres
ceramico sono testate a una pressione interna ed esterna di 0,5
bar, con una deformazione angolare fino a 20 mm ogni metro di
condotta. La misurazione delle deformazioni (realizzata tramite
telecamera e successiva scansione digitale, più precisa, oppure
tramite l’inserimento di un calibro a corsoio che consente la sola
misurazione in senso verticale ed orizzontale) dovrebbe essere
parte integrante di ogni ordine d’acquisto soprattutto nel caso di
condotte in Pvc, soggette a ovalizzazione immediatamente dopo la
fase di riempimento della trincea, in modo da avere una base di
riferimento per valutare l’impianto sia immediatamente dopo
l’installazione, che dopo un periodo di 5 anni e per poter aver
una garanzia a lungo termine di una deformazione massima del 6%.
Per quanto concerne l’impermeabilità, il rigorosissimo test
olandese CUR viene eseguito alla pressione di 0,1 bar,
corrispondente ad un livello d’acqua di 1 m, e prevede l’eventuale
aggiunta di acqua, non oltre 0.0001 l/m2 di superficie interna,
per mantenere la pressione di 0,1 bar. I test a cui sono
sottoposti i tubi in gres ceramico, sono invece effettuati sia a
pressione più elevata ma soprattutto a un maggiore “assorbimento
visibile”. Tale assorbimento è legato alla costruzione del
bicchiere, dalla cui area circostante non è semplice rimuovere
completamente tutta l’aria prima della misurazione, che risulta
quindi compromessa. I test previsti dallo Standard Europeo per le
tubazioni in gres ceramico sono comunque sufficientemente rigorosi
per provarne l’impermeabilità.
Posa
Spesso si sente dire che la posa di condotte in Pvc sia più
semplice, quindi più economica, rispetto alla posa di tubazioni in
gres. In effetti per queste, trattandosi di segmenti rigidi, è
richiesta l’esecuzione di un letto di ghiaia o sabbia sul quale
adagiare la condotta, previa esecuzione della nicchia sotto il
bicchiere.
Il materiale di scavo, opportunamente vagliato e privato da grossi
trovanti, può essere normalmente riutilizzato per il rinfianco e
riempimento.
Le condotte in Pvc invece necessitano del supporto del rinfianco
per contenere, nel tempo, le deformazioni. È quindi di
fondamentale importanza il livello di compattazione del rinfianco,
ciò spiega il perché sia spesso necessario un completo rinfianco
con sabbia-cemento, come suggerito dalle linee guida tedesche ATV
A 127.
Tali prevedibili deformazioni comportano una necessaria attenzione
in fase di posa, nel superamento di ostacoli e nel collegamento
tra diverse reti, al fine di evitare eccessivi carichi puntuali,
tensioni superficiali, curvature, tali da portare ad ostruzioni,
rotture o crepe.
Suoli instabili implicano l’utilizzo di condotte rigide capaci di
alte resistenze ai carichi; anche al di sotto di manti stradali o
ferrovie, dove le sollecitazioni e le vibrazioni sono consistenti,
si rendono opportune tubazioni rigide e giunti elastici in maniera
da garantire la stabilità dell’intera struttura e
l’impermeabilizzazione anche nei punti più delicati.
I giunti di collegamento a L dei prodotti in gres ceramico
presentano un’ampia superficie di contatto garantendo una perfetta
chiusura ermetica, reagendo meglio alle vibrazioni rispetto a
giunzioni più piccole e rigide, tipiche dei tubi in Pvc.
Per il collegamento tra singola condotta e rete principale
esistono dei pezzi speciali in gres ceramico progettati e adattati
a singole esigenze. Uno standard olandese ha stabilito per questi
accessori, installabili anche ad una condotta in gres ceramico già
esistente, una resistenza minima di 4 tonnellate, ben al di sotto
dei test di laboratorio (7,5 tonnellate).
Per ciò che riguarda la velocità di installazione, le tubazioni in
gres ceramico, di 1 o 1,5 m, utilizzate per allacciamenti
(solitamente di diametro 150) sono più pesanti ma possono essere
maneggiate senza problemi anche manualmente. La leggerezza delle
tubazioni in Pvc diviene uno svantaggio non appena vengono posate
sul fondo della trincea in quanto durante la compattazione
laterale tendono a spostarsi.
La possibilità di lunghezze maggiori non comporta sempre un
vantaggio in quanto per consentire allacciamenti ad altre condotte
sono frequenti i cambi di pendenza e quindi tubazioni corte. È per
altro da evitare lo sfruttamento della deformabilità delle
tubazioni in plastica per adattarle alle esigenze del fondo in
quanto origine di stress locali e punti di debolezza localizzati.
Differenti “water companies” inglesi, nelle loro direttive, hanno
limitato le dimensioni dei moduli per le protezione degli scavi ad
un massimo di 3 metri fissando limiti precisi al valore massimo
consentito della deformazione o della pressione durante la pulizia
con getti ad alta pressione (4000 ps = 275 bar).
Manutenzione
In seguito all’introduzione di programmi specifici per la pulizia
di impianti fognari, stanno assumendo sempre più importanza la
manutenzione periodica e soprattutto la pulizia con getti ad alta
pressione. Infatti le minime pendenze adottate consentono sempre
più spesso depositi di materiali incoerenti nelle condotte. Le
norme relative alle condotte Prfv specificano che la pressione non
può superare i 150 bar e che l’angolo tra il getto e la parete non
deve essere superiore ai 15°.
Il progetto di norma europeo prEN 19517 descrive come effettuare i
test per valutare la resistenza dei materiali per fognatura alla
pulizia con canal-jet. Lo standard distingue tra un test dinamico
che comporta un ugello in movimento con pressione di 120 bar
(simulazione pulizia manutentiva) ed un test statico con pressione
di 340 bar (deblocking). In un recente esperimento sono stati
testati: calcestruzzo, gres, Pvc, Pead, Prfv e ghisa sferoidale.
Ad eccezione di uno, tutti i materiali hanno superato il test
dinamico (120 bar). Sia la condotta in Pvc (con spessore parete
9,6 mm) che quella in gres ceramico non hanno riportato alcun
danno.
La condotta in Pvc non ha invece superato il test statico e 16
secondi dopo l’inizio della prova è stata perforata in molte
posizioni, ad eccezione dei punti di ancoraggio Le perforazioni
avevano una dimensione di 4x2x9,5 mm e la parete circostante al
foro 5x5 mm era piegata. La condotta in gres ceramico non ha
subito alcun danno risultando la migliore nella resistenza al test
“deblocking”.





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