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BIOARCHITETTURA
 

Numero 48-49 di aprile-luglio 2006

Dove nasce il Fengshui
Il “Documento Classico” e il “Chou Li”

Wang Qiheng, Zhang Hui

Attraverso migliaia di anni di sviluppo continuo e separato, l’architettura tradizionale cinese ha dato vita ad un proprio sistema molto strutturato, ricco di connotazioni e unificato: il Fengshui. La profonda influenza esercitata costituisce un background che, rispetto all’architettura del resto del mondo, rappresenta la caratteristica più singolare dell’architettura tradizionale cinese, che adotta particolari accorgimenti sia nella progettazione urbanistica che nella definizione architettonica alle varie scale e nelle diverse tipologie, dall’organizzazione di città e villaggi alla distribuzione di case, palazzi, giardini e templi, sino alla definizione di tombe e perfino strade e ponti. Si tratta di una dottrina che fornisce indicazioni dalla scelta dei luoghi alla pianificazione, dalla progettazione fino alla costruzione. Finalità del Fengshui è indagare l’ambiente dal punto di vista geografico includendo nella sintesi aspetti geologici, idrologici, ecosistemici, microclimatici e prospettive ambientali sulla base dei quali individuare siti propizi per l’edificazione di città, palazzi, tombe ecc. Nei tempi antichi era dottrina talmente diffusa che, tra le Organizzazioni nazionali, troviamo il Qin Tian Jian con il compito di selezionare speciali funzionari specificatamente addetti alle problematiche del Fengshui.
Da Qing Hui Dian per esempio, (nei Codici della dinastia Qing) leggiamo: ”Quando si doveva realizzare opere di ampia dimensione era necessario che i dettami del Fengshui venissero presi in considerazione, per cui il Qin Tian Jian nominava gli ufficiali che dovevano investigare lo Yin e lo Yang, decideva la direzione e sceglieva il giorno propizio per iniziare i lavori.“
La scelta del luogo e la pianificazione delle antiche città cinesi avveniva sotto l’influenza del Fengshui e particolare attenzione veniva posta in occasione dello ze zhong guan (la visita per la scelta del punto centrale delle capitali) finalizzato a individuare la posizione geografica ottimale all’interno del sito scelto per l’edificazione che solitamente si trovava nel punto centrale sia geografico che culturale della regione. Più in generale i luoghi di insediamento, città, ecc. dovevano fronteggiare l’acqua ed essere protetti da colline alle spalle, di solito erano collocati sull’ansa di un fiume o ad una confluenza attorniata da montagne. Anche la disposizione interna alla città era codificata: essa posava su una superficie pianeggiante e al suo centro si trovavano la zona aristocratica ed i templi. Zu Miao (il tempio dove erano offerti sacrifici agli antenati) era posto a ovest e She Ji Tan (dove venivano offerti sacrifici per la terra e le messi) a destra rispetto alla sede del governo imperiale ed ai palazzi, dietro i quali si trovavano le abitazioni e la piazza del mercato. Questa sistemazione del Fengshui che include la scelta del luogo, la pianificazione, l’ecosistema, il panorama ed i principi di progettazione degli edifici, risale al periodo delle dinastie Shang e Zhou. Agli inizi della dinastia Tang il grande imperatore Li Shimin, insignito del titolo di “Tian Ke Han” dai cinesi e dalle nazioni vicine, fece selezionare ad un alto funzionario, Lv Cai, i testi di riferimento sul Fengshui. Lv Cai fece notare che: “Solo durante le dinastie Shang e Zhou vi sono informazioni sulle pratiche di divinazione della casa, chiamate rispettivamente ‘individuazione dello Yin e Yang’ nello Shih Ching (Classici di poesia) e ‘bu wei luo shi’ nel Documento Classico”.
Tuttavia moderne ricerche mostrano che, diversamente dalle testimonianze leggendarie e mitologiche riportate nello Shih Ching, è solo nel Documento Classico che vengono riportati i primi fatti storici riguardanti il Fengshui. Per cui le indicazioni sulla scelta del luogo, sulla pianificazione e costruzione delle città nel Documento Classico e nel Chou Li (Funzioni di Zhou) più la somma teoretica di pratiche concrete ed esperienze, diventano un sorta di bibbia nella pianificazione cittadina e nella dottrina Fengshui nell’antica Cina.
Il Documento Classico rappresenta la prima opera storiografica ed è anche uno dei classici tenuti in grande considerazione dai seguaci del confucianesimo. Si compone di molti importanti documenti ufficiali dei periodi Shang e Zhou. Ad esempio vi si trova il “Pan Geng Qian Yin” ovvero il documento ufficiale della dinastia Shang che stabiliva il trasferimento della capitale nella città di An Yang. Dopo che l’imperatore Wu subentrò alla dinastia Shang attorno al 1046 a.C., la dinastia Zhou fondò un Nuovo Regno, dando vita ad un nuovo metodo di pianificazione del territorio, che determinò il primo forte incremento nella costruzione di città della storia cinese. Il Documento Classico riporta le indicazioni ufficiali più strettamente tecniche sull’intero processo, dalla scelta del luogo alle operazioni connesse allo sviluppo della città. Alcuni degli oggetti in bronzo dissotterrati in tempi recenti riportano iscrizioni che confermano l’autenticità di questi fatti storici. Gli studiosi di varie epoche, in particolare quelli della dinastia Qing, una volta recuperato e studiato il Documento Classico, lo approfondirono e rivisitarono attentamente lungo un periodo di cento anni, dando forma al Qin Ding Shu Jing Tu Shuo (versione fedele del Documento Classico con illustrazioni) rivolta appositamente al largo pubblico. Si tratta di un volume illustrato con splendide immagini, disegnate per spiegare nel migliore dei modi gli intendimenti del Documento Classico, da cui emergono chiaramente tutte le fasi, ed i corrispondenti principi, seguiti durante l’operazione di costruzione di Luo Yang, capitale della dinastia Zhou. Questa somma delle esperienze di pianificazione e costruzione, divenne quindi vero e proprio manuale per tutte le attività edilizie nell’antica Cina, contenendo i principi e le strutture di base della dottrina Fengshui relative alla posizione di case, villaggi, borghi e città sotto il nome di “sostegno dello Yin e comprensione dello Yang”, in pratica costruire con montagne alle spalle e l’acqua di fronte. Nello stesso periodo temporale, oltre al Documento Classico, viene completato il Chou Li, che costituisce il secondo libro fondamentale sulla pianificazione cittadina secondo la dottrina Fengshui adottata dalla dinastia Zhou.
In questo libro le attività riguardanti la scelta dei luoghi, la pianificazione e la costruzione possono essere divise in due metodi.
Il primo è volto ad indagare preliminarmente l’ambiente dal punto di vista ecologico e delle risorse ed a valutare compiutamente l’impatto ambientale, per poi lavorare sulla scelta del luogo, sulla pianificazione e successiva costruzione senza alcun genere di influenza superstiziosa. Include una serie di metodi come tu kuai, tu yi, tu hua, tu jun, ren tu, xing ti, ecc. che corrispondono ad ispezionare, assegnare, classificare, identificare il territorio a seconda delle risorse naturali e delle capacità ambientali, e vanno a formare un completo sistema di valutazione. Va segnalato come l’impatto ambientale fosse valutato sul lungo periodo: il numero degli abitanti doveva conformarsi alle risorse disponibili e la città doveva espandersi secondo uno schema fisso che corrispondeva alle necessità dell’agricoltura, dell’allevamento, della silvicultura e anche delle risorse minerarie.
Il secondo metodo si basa invece principalmente sull’astrologia, utilizzando Cinque Elementi (wu xing) e Otto Trigrammi (ba gua) per spiegare le limitazioni ed i vantaggi. Questo metodo enfatizza il rapporto tra uomo e natura, e contiene una forte componente divinatoria.
Fu durante le lunghe attività professionali volte a differenziare la direzione e la posizione delle costruzioni che gli antichi maestri del Fengshui inventarono la bussola e scoprirono i poli magnetici, scoperte che hanno grandemente influito sullo sviluppo della civiltà mondiale. Entrambi i metodi si diffusero e furono accettati dalle generazioni successive formando le due principali Scuole di Fengshui ed esercitando una profonda influenza su tutta l’architettura seguente. Il metodo della Prima Scuola ebbe sicuramente una diffusione più ampia e divenne la corrente principale del Fengshui, incidendo sull’architettura tradizionale, mentre la Seconda Scuola si diffuse quasi esclusivamente tra il popolo.
Tra la dinastia Shang e la dinastia Zhou, il tu gui era usato per fissare il dizhong (il centro del terreno) dove sarebbe dovuta sorgere la Capitale, e prima di muovere nella nuova città, il re offriva grandi sacrifici al Cielo, alla Terra ed agli Antenati, pregando per una residenza in armonia con l’ambiente. Con il Chou Li nasce in Cina un metodo sistematico per la costruzione della città ideale: questa deve essere di forma quadrata, e su di ogni lato devono aprirsi tre cancelli, da cui partono sei strade rispettivamente nelle direzioni da sud a nord e da est a ovest.
In Cina le capitali Luo Yang Est (dinastia Han), Luo Yang Nord (dinastia Wei), Chang Han( dinastia Tang), Da Du (dinastia Yuan) fino a Beijing (dinastie Ming e Qing) prendono i metodi descritti nel Chou Li come punto di riferimento ideale, pur cercando di rimanere al passo con i tempi ed in armonia con le circostanze concrete.
In breve la dottrina Fengshui e l’idea alla base della scelta della posizione e pianificazione per le antiche città cinesi nascono dall’interesse per l’ambiente naturale, che è ritenuto in stretta relazione con la vita in comunità del genere umano. Lo scopo è di indagare attentamente e in modo approfondito l’ambiente, per conformarsi alla natura, migliorandone lo sfruttamento ed evitando gli eccessi, con l’obbiettivo di creare un ambiente ottimale per la vita e raggiungere infine lo stato ideale di “Unità tra il Cielo e l’Uomo”.
 


 

 

 

 

 

 
   

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