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BIOARCHITETTURA
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Numero 48-49 di aprile-luglio 2006
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Il Significato di Fenshui
Stefano Parancola
Fengshui deriva il suo nome dai due elementi (Vento e Acqua) che
da sempre modificano e plasmano la forma del paesaggio, il profilo
delle colline, l’imponenza delle montagne e la dolcezza delle
valli. Se analoghe discipline del costruire esistevano anche in
altre culture (quali il “Fudo” o “San Sui” - cioè Montagne e Acqua
- in Giappone, il “Vastu” in India e Sri Lanka, la “Pachamama “ o
Geometria sacra della Terra nella cultura Inca e Maya, la
“Geomanzia” cioè lo studio e l’interpretazione dei segni della
Terra in Occidente) il Fengshui si configura come disciplina nella
Cina di 3.000 anni fa, inizialmente rivolta alla scelta dei siti,
in seguito alla organizzazione di città e alla progettazione di
monumenti, edifici e tombe. Ogni collina, edificio, casa, stanza,
porta, finestra, angolo può venir studiato in relazione a questi
due elementi con l’obiettivo di soddisfare le esigenze fisiche,
biologiche e spirituali dell’abitante. Di conseguenza la
struttura, i servizi, i colori e gli odori dovranno interagire
armoniosamente con l’uomo e con l’ambiente. Si ritiene che tra
interno ed esterno debba mantenersi un costante interscambio,
esplicato attraverso la traspirazione: la casa, come la pelle,
deve mantenere condizioni interne di vita tali da garantire igiene
e salute. Il Fengshui non è definibile - come da alcune parti si
sostiene - fenomeno esoterico giunto solo oggi alla ribalta, ma
piuttosto una corrente culturale oggetto di numerosi
approfondimenti rintracciabili tra l’altro anche nello spirito di
alcuni famosi architetti occidentali; per citarne alcuni, Frank
Lloyd Wright assumeva come prioritario riferimento la
contestualità ambientale e sottolineava che «la casa nasce dal
terreno e non sul terreno»; l’architetto Gino Valle vedeva il
pilastro come emergenza del suolo, in quanto tale tenuto a
restituire l’immagine della sua radicazione come «un mucchio di
terra». Del resto molte ricerche degli architetti contemporanei,
pur conservando in primo piano la funzionalità degli ambienti, non
tralasciano motivazioni antiche e richiami arcaici, in linea con
la nuova attenzione prestata all’ecologia. Fengshui significa
infatti anche tener conto del percorso del sole, utilizzare
materiali naturali, studiare il giusto equilibrio tra forme yang
(squadrate) e yin (dolci e sinuose), utilizzare la luce naturale e
il colore nei diversi spazi abitativi, progettare con il verde:
siepi e alberi diventano elementi integranti del progetto, pareti
e fontane d’acqua influenzano il microclima abitativo e la
percezione dell’insieme. All’interno di questo processo, riveste
un ruolo importante l’attenzione verso il colore il cui effetto
sulla psiche e sull’organismo è stato lungamente studiato. In
generale i colori yang (accesi come il rosso, il giallo e
l’arancio) sono attivanti sia psichicamente, sia fisicamente,
mentre i colori yin (come il blu, l’azzurro e il verde) sono
considerati rilassanti e calmanti. Per la disciplina cinese del
Vento e dell’Acqua un colore, in un determinato ambiente può
portare benefici sulla salute degli abitanti o di chi vi lavora,
in un altro sensazioni anche sgradevoli. Le cromia vanno infatti
utilizzate sia in funzione dell’orientamento della casa sia in
base alla funzione che deve assolvere ogni stanza (ad esempio è
consigliabile utilizzare un colore verde-acqua marina in una
cucina orientata ad est, direzione collegata all’Elemento Legno).
Ma è rispetto all’utilizzo dell’acqua come fonte di energia e
vitalità dei luoghi che si evidenziano in maniera più evidente le
analogie tra le architetture realizzate in occidente e l’approccio
orientale. Il Fengshui ha sempre considerato l’acqua come simbolo
di benessere e ricchezza; per giapponesi e cinesi un edificio o
insieme di edifici localizzati nelle vicinanze dell’elemento acqua
sono garanzia di prosperità e di vitalità. A questo proposito si
può affermare che la conformazione fisica della maggior parte
delle tipologie edilizie storiche occidentali (monasteri, abbazie,
castelli…)
rispecchiano un ottimo Fengshui, soprattutto nelle situazioni in
cui fontane e pozzi segnano il centro dei cortili. Questo perché
il quadrante centrale del Pa Kua (letteralmente otto segni)
rappresenta la fonte radiante del Qi: l’unità. L’acqua dunque non
finalizzata solo alla qualificazione del paesaggio o ad assolvere
funzioni di base, ma anche utilizzata per migliorare l’ambiente ed
il suo clima, capace di dare sensazioni di benessere ed armonia.
Le architetture dell’acqua riflettono gli alberi, le rocce, le
statue e il cielo, ma anche garantiscono la purificazione e la
ionizzazione dell’aria. Architetti attenti (Vitruvio, Palladio,
Vignola, Martini, Milizia....) che si sono lasciati ispirare dalle
forme dell’acqua, la inserivano nei giardini, nei patii degli
edifici creando vasche, piscine, fontane e laghetti sia come
elemento estetico in scenari coinvolgenti (dove il massimo effetto
scenografico viene raggiunto attraverso il movimento) sia come
elemento “terapeutico” consentito dalla creazione di ambienti
riposanti, piacevoli e rilassanti (grazie a forme di flusso a
lemniscata, catene d’acqua, cascatelle e fontane dal suono
rilassante che allevia le tensioni).

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