BIOARCHITETTURA
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Numero 48-49 di aprile-luglio 2006
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Le due torri
Nel bosco di Sauvabelin
Julius Natterer, Johannes Natterer
Una originale tecnica costruttiva in legno massiccio con tronchi
di pino Douglas - essenza autoctona a Losanna - è stata adottata
dal nostro studio Bois Consult Natterer per la realizzazione di
una torre belvedere nel punto più alto del bosco comunale e in
prossimità della cisterna di preziosa di acqua potabile. Il
diametro della torre, che alla base misura 12 m, si rastrema verso
la cima sino a ridursi a 6 m. Attraverso 151 gradini alti 20 cm si
raggiunge l'altezza 30,20 m ove la piattaforma si slarga su un
diametro di circa 10m. Una copertura del diametro di 13,50 m
protegge la piattaforma di avvistamento raggiungendo la quota
finale di 36 m da terra. La statica è risolta attraverso la
combinazione di tre elementi: i pilastri verticali, l'asse di
bordo ed i gradini. I pilastri a sezione quadra 20 x 20 cm sono
collegati attraverso tasselli ad un semitronco di protezione dal
raggio 12,5 cm. Il legno semicircolare è stato scortecciato con
una particolare tecnica ad alta pressione in maniera da garantire
una minore attaccabilità delle fibre lignee rimaste intatte.
L:irrigidimento contro le forze orizzontali è dato dall'insieme
gradini/asse di bordo. Quest'ultima è costituita da assi avvitate
in opera. Il numero delle assi dipende dal diagramma delle forze e
quindi alla base si hanno 12 tavole larghe 20 e spesse 2,4 cm
mentre in alto sono state sufficienti 8 tavole da 20 x 1,4 cm. Lo
spessore è stato ridotto anche per consentire un raggio di
curvatura sempre più stretto. Ma, strutturati secondo la spirale
di Archimede, sono i gradini (lunghi sino a 12 m e con una sezione
di 20x40 cm) a costituire il nucleo rigido nella torre. Il loro
fissaggio è stato realizzato con viti WOrth del tipo "Assy"
autofilettanti lunghe 380 mm e di diametro 10 mm, calcolate per
sopportare un carico orizzontale totale pari a 430 kN.
Per contrastare il ritiro dei gradini lungo la fibra, è stato
inserito e poi cementato nella parte centrale una barra filettata
M 50 con un disco. Presso il Politecnico di Losanna sono stati
effettuati alcuni test nella galleria del vento da O. Hertig.
L:obiettivo generale era dimostrare come fosse possibile
realizzare una torre di altezza considerevole utilizzando
esclusivamente legno di provenienza dal vicino bosco (che non
incide quindi sui costi di trasporto) asciugato in maniera
naturale. Mentre ancora si sviluppavano i disegni preparatori - i
primi schizzi risalgono agli anni '90 - nel 2000 sono stati
segnati sotto la supervisione di Michel Reichard, direttore del
corpo forestale della città di Losanna, i pini Douglas da
utilizzare. I gradini sono stati realizzati utilizzando metà del
cuore del tronco, opportunamente fessurati per scaricare le
tensioni interne ed infine lasciati asciugare. Per portare
l'umidità massima al di sotto del 18% consentito si è reso
necessario un periodo di quattro mesi di essiccazione a partire
dal taglio avvenuto nell'inverno 2000/2001. Lessiccazione ha dato
dei ottimi risultati: come testimoniato dai controlli e
monitoraggi sviluppati dal Politecnico la qualità meccanica è
stata di molto migliorata. La presenza di crepe di ampiezza
massima 3 mm è stata verificata solo sulla superficie di circa il
10% dei gradini, nelle situazioni in cui l'asse del tronco non
coincideva con la metà del gradino. Il legno Douglas sopporta
l'esposizione alle intemperie senza necessità di impregnazione;
inoltre appositi dettagli costruttivi hanno evitato situazioni di
ristagno dimostrando la sostenibilità dell'uso del legno in
edilizia. A solo titolo di ulteriore misura di sicurezza sono
state adottate delle ringhiere formate da stecche di metallo
verticali. Anche l'intero areale su cui si trova l'osservatorio è
stato recintato dal momento che è stato deciso di consentire
l'accesso alla torre solo in determinati periodi dell'anno. Una
apposita ruota contatore regola l'entrata in maniera da non far
superare le 50 unità ai visitatori contemporaneamente presenti
sulla torre. L’accesso si blocca automaticamente anche nei casi in
cui la forza del vento supera i 50 nodi. Questo scenico
osservatorio consente di avvistare uccelli e animali rari senza
disturbarli. Lo sguardo, che può estendersi a 3600 in tutte le
direzioni, da Ginevra sino alla catena delle Alpi, incontra laghi,
montagne colline verdi d'estate e innevate d'inverno. La torre,
inaugurata nell'estate del 2006, ha suscitato grande interesse nel
pubblico dimostrandosi positivo strumento per avvicinare la gente
ai valori della preziosa risorsa del bosco.
Un segno nel territorio di Wil
Nel 2004 Municipalità e Proloco decisero insieme di festeggiare i
1250 anni dalla fondazione della città di Wil con un segno che
indicasse il futuro. Sul piccolo rilievo di Hofberg che sovrasta
la città doveva nascere una torre panoramica alta il più
possibile, realizzata con legname del bosco vicino in maniera da
valorizzazione risorse locali ma anche contenere i costi di
costruzione.
Tra le richieste di progettazione vi erano anche fasi costruttive
semplificate in maniera da poter coinvolgere maestranze locali.
È stata così realizzata una scala a doppia chiocciola in legno
masse Ilo che, assolutamente senza scricchiolii e senza soffrire
vertigini data l'evidente robustezza della struttura, consente
salita e discesa separate per i visitatori, che possono sostare
sulle piattaforme intermedie o raggiungere la cima da cui è
possibile ammirare il paesaggio circostante e riconoscere ogni
singolo tetto della città.
Per primis è stata gettata la fondazione consistente in una
piastra in cemento armato a forma stellare, con elementi in
rilievo per agganciare i 6 pilastri portanti a sezione tonda
disposti sui vertici di un triangolo equilatero con lati di 12 m
ciascuno. Questa sezione si restringe fino all'altezza di 17 m per
poi tornare simmetricamente ad allargarsi sino a raggiungere,
sulla punta (a 34 m), la dimensione originaria.
Come accennato, l'anima della torre è realizzata da una doppia
scala a chiocciola, una per la salita ed una per la discesa, che
si sviluppa a vite snodandosi verso l'alto (secondo il modello
della spirale di Archimede). Per realizzare questa spirale sono
stati adoperati 187 gradini (per un totale di 75 m3 di abete) di
sezione 20 x 40 cm e lunghezza di 5 m ciascuno. I gradini sono
collegati centralmente da un unico perno filettato (diametro 70
mm) in acciaio e perifericamente dalla fascia di collegamento al
bordo, realizzata in opera. La successiva sovrapposizione dei
gradini determina una forma cilindrica, interrotta a 8, 17, 25, 34
m da piattaforme di sosta realizzate con assi poste a coltello e
collegate tra loro mediante tasselli di legno.
Gli sforzi verticali ed orizzontali vengono assorbiti da tre
pilastri ad X con i quattro rami che si collegano all'altezza
della piattaforma intermedia in maniera da non svergolarsi. A
questa piattaforma intermedia le scale si interrompono e ripartono
dopo una rotazione di 90°.
Sempre a questo livello, là dove a metà dell'altezza complessiva
la torre esprime il suo punto vita, un anello metallico stringe la
piattaforma per riprendere ed equilibrare eventuali carichi
eccentrici provenienti dalla parte superiore.
L’andarnento a doppia curvatura della scala, oltre ad essere
elemento portante costituisce anche irrigidimento della struttura.
Per il montaggio, le tre X sono state suddivise in sei elementi a
V prefabbricati e poi assemblati in cantiere mediante un nodo
strutturale tridimensionale in acciaio. La realizzazione ha
richiesto 12 tronchi in legno Douglas di 18 m ciascuno con un
diametro medio di circa 50 cm, a cui sono stati praticati delle
fessure verticali in maniera da scaricare le tensioni, evitare
crepe incontrollate o la tendenza a torsioni e infine per
velocizzare l'essiccazione naturale. La torre - e quindi anche i
visitatori - sono protetti da una copertura tenuta da tre grandi
W, sempre in legno, preconfezionate e tirate su con una gru per
poi collegarle con i terminali superiori delle X. In totale tutto
il sistema è realizzato utilizzando solo tre dettagli costruttivi
di appoggio e tre nodi di incastro. Grazie alle protezioni
costruttive e alla oculata selezione del legno, è stato possibile
rinunciare alla impregnatura con prodotti protettivi. Anche i
costi di manutenzione sono dunque minimi. Tutti i pilastri lignei
sono sostituibili all'occorrenza grazie ai collegamenti avvitati.
La durata prevista della torre di Wil supera di gran lunga quella
delle torri metalliche per la ricezione delle onde radio
telefoniche, stimata in 80 anni.





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