A. WEGER
LIBRERIA BRESSANONE

via Torre Bianca, 5
39042 Bressanone BZ
Tel. +39 0472 836164
Fax. +39 0472 801189
info@weger.net

 
 
 
BIOARCHITETTURA
 

Numero 48-49 di aprile-luglio 2006

Le due torri
Nel bosco di Sauvabelin

Julius Natterer, Johannes Natterer

Una originale tecnica costruttiva in legno massiccio con tronchi di pino Douglas - essenza autoctona a Losanna - è stata adottata dal nostro studio Bois Consult Natterer per la realizzazione di una torre belvedere nel punto più alto del bosco comunale e in prossimità della cisterna di preziosa di acqua potabile. Il diametro della torre, che alla base misura 12 m, si rastrema verso la cima sino a ridursi a 6 m. Attraverso 151 gradini alti 20 cm si raggiunge l'altezza 30,20 m ove la piattaforma si slarga su un diametro di circa 10m. Una copertura del diametro di 13,50 m protegge la piattaforma di avvistamento raggiungendo la quota finale di 36 m da terra. La statica è risolta attraverso la combinazione di tre elementi: i pilastri verticali, l'asse di bordo ed i gradini. I pilastri a sezione quadra 20 x 20 cm sono collegati attraverso tasselli ad un semitronco di protezione dal raggio 12,5 cm. Il legno semicircolare è stato scortecciato con una particolare tecnica ad alta pressione in maniera da garantire una minore attaccabilità delle fibre lignee rimaste intatte. L:irrigidimento contro le forze orizzontali è dato dall'insieme gradini/asse di bordo. Quest'ultima è costituita da assi avvitate in opera. Il numero delle assi dipende dal diagramma delle forze e quindi alla base si hanno 12 tavole larghe 20 e spesse 2,4 cm mentre in alto sono state sufficienti 8 tavole da 20 x 1,4 cm. Lo spessore è stato ridotto anche per consentire un raggio di curvatura sempre più stretto. Ma, strutturati secondo la spirale di Archimede, sono i gradini (lunghi sino a 12 m e con una sezione di 20x40 cm) a costituire il nucleo rigido nella torre. Il loro fissaggio è stato realizzato con viti WOrth del tipo "Assy" autofilettanti lunghe 380 mm e di diametro 10 mm, calcolate per sopportare un carico orizzontale totale pari a 430 kN.
Per contrastare il ritiro dei gradini lungo la fibra, è stato inserito e poi cementato nella parte centrale una barra filettata M 50 con un disco. Presso il Politecnico di Losanna sono stati effettuati alcuni test nella galleria del vento da O. Hertig. L:obiettivo generale era dimostrare come fosse possibile realizzare una torre di altezza considerevole utilizzando esclusivamente legno di provenienza dal vicino bosco (che non incide quindi sui costi di trasporto) asciugato in maniera naturale. Mentre ancora si sviluppavano i disegni preparatori - i primi schizzi risalgono agli anni '90 - nel 2000 sono stati segnati sotto la supervisione di Michel Reichard, direttore del corpo forestale della città di Losanna, i pini Douglas da utilizzare. I gradini sono stati realizzati utilizzando metà del cuore del tronco, opportunamente fessurati per scaricare le tensioni interne ed infine lasciati asciugare. Per portare l'umidità massima al di sotto del 18% consentito si è reso necessario un periodo di quattro mesi di essiccazione a partire dal taglio avvenuto nell'inverno 2000/2001. Lessiccazione ha dato dei ottimi risultati: come testimoniato dai controlli e monitoraggi sviluppati dal Politecnico la qualità meccanica è stata di molto migliorata. La presenza di crepe di ampiezza massima 3 mm è stata verificata solo sulla superficie di circa il 10% dei gradini, nelle situazioni in cui l'asse del tronco non coincideva con la metà del gradino. Il legno Douglas sopporta l'esposizione alle intemperie senza necessità di impregnazione; inoltre appositi dettagli costruttivi hanno evitato situazioni di ristagno dimostrando la sostenibilità dell'uso del legno in edilizia. A solo titolo di ulteriore misura di sicurezza sono state adottate delle ringhiere formate da stecche di metallo verticali. Anche l'intero areale su cui si trova l'osservatorio è stato recintato dal momento che è stato deciso di consentire l'accesso alla torre solo in determinati periodi dell'anno. Una apposita ruota contatore regola l'entrata in maniera da non far superare le 50 unità ai visitatori contemporaneamente presenti sulla torre. L’accesso si blocca automaticamente anche nei casi in cui la forza del vento supera i 50 nodi. Questo scenico osservatorio consente di avvistare uccelli e animali rari senza disturbarli. Lo sguardo, che può estendersi a 3600 in tutte le direzioni, da Ginevra sino alla catena delle Alpi, incontra laghi, montagne colline verdi d'estate e innevate d'inverno. La torre, inaugurata nell'estate del 2006, ha suscitato grande interesse nel pubblico dimostrandosi positivo strumento per avvicinare la gente ai valori della preziosa risorsa del bosco.

 


Un segno nel territorio di Wil
Nel 2004 Municipalità e Proloco decisero insieme di festeggiare i 1250 anni dalla fondazione della città di Wil con un segno che indicasse il futuro. Sul piccolo rilievo di Hofberg che sovrasta la città doveva nascere una torre panoramica alta il più possibile, realizzata con legname del bosco vicino in maniera da valorizzazione risorse locali ma anche contenere i costi di costruzione.
Tra le richieste di progettazione vi erano anche fasi costruttive semplificate in maniera da poter coinvolgere maestranze locali.
È stata così realizzata una scala a doppia chiocciola in legno masse Ilo che, assolutamente senza scricchiolii e senza soffrire vertigini data l'evidente robustezza della struttura, consente salita e discesa separate per i visitatori, che possono sostare sulle piattaforme intermedie o raggiungere la cima da cui è possibile ammirare il paesaggio circostante e riconoscere ogni singolo tetto della città.
Per primis è stata gettata la fondazione consistente in una piastra in cemento armato a forma stellare, con elementi in rilievo per agganciare i 6 pilastri portanti a sezione tonda disposti sui vertici di un triangolo equilatero con lati di 12 m ciascuno. Questa sezione si restringe fino all'altezza di 17 m per poi tornare simmetricamente ad allargarsi sino a raggiungere, sulla punta (a 34 m), la dimensione originaria.
Come accennato, l'anima della torre è realizzata da una doppia scala a chiocciola, una per la salita ed una per la discesa, che si sviluppa a vite snodandosi verso l'alto (secondo il modello della spirale di Archimede). Per realizzare questa spirale sono stati adoperati 187 gradini (per un totale di 75 m3 di abete) di sezione 20 x 40 cm e lunghezza di 5 m ciascuno. I gradini sono collegati centralmente da un unico perno filettato (diametro 70 mm) in acciaio e perifericamente dalla fascia di collegamento al bordo, realizzata in opera. La successiva sovrapposizione dei gradini determina una forma cilindrica, interrotta a 8, 17, 25, 34 m da piattaforme di sosta realizzate con assi poste a coltello e collegate tra loro mediante tasselli di legno.
Gli sforzi verticali ed orizzontali vengono assorbiti da tre pilastri ad X con i quattro rami che si collegano all'altezza della piattaforma intermedia in maniera da non svergolarsi. A questa piattaforma intermedia le scale si interrompono e ripartono dopo una rotazione di 90°.
Sempre a questo livello, là dove a metà dell'altezza complessiva la torre esprime il suo punto vita, un anello metallico stringe la piattaforma per riprendere ed equilibrare eventuali carichi eccentrici provenienti dalla parte superiore.
L’andarnento a doppia curvatura della scala, oltre ad essere elemento portante costituisce anche irrigidimento della struttura. Per il montaggio, le tre X sono state suddivise in sei elementi a V prefabbricati e poi assemblati in cantiere mediante un nodo strutturale tridimensionale in acciaio. La realizzazione ha richiesto 12 tronchi in legno Douglas di 18 m ciascuno con un diametro medio di circa 50 cm, a cui sono stati praticati delle fessure verticali in maniera da scaricare le tensioni, evitare crepe incontrollate o la tendenza a torsioni e infine per velocizzare l'essiccazione naturale. La torre - e quindi anche i visitatori - sono protetti da una copertura tenuta da tre grandi W, sempre in legno, preconfezionate e tirate su con una gru per poi collegarle con i terminali superiori delle X. In totale tutto il sistema è realizzato utilizzando solo tre dettagli costruttivi di appoggio e tre nodi di incastro. Grazie alle protezioni costruttive e alla oculata selezione del legno, è stato possibile rinunciare alla impregnatura con prodotti protettivi. Anche i costi di manutenzione sono dunque minimi. Tutti i pilastri lignei sono sostituibili all'occorrenza grazie ai collegamenti avvitati. La durata prevista della torre di Wil supera di gran lunga quella delle torri metalliche per la ricezione delle onde radio telefoniche, stimata in 80 anni.
 


 

 

 

 

 

 
   

Torna al numero 48-49 di BIOARCHITETTURA

Torna alla pagina degli arretrati di BIOARCHITETTURA

 

Casa editrice

Istituto Nazionale Bioarchitettura

 

 

 
 
 

 

I numeri dal 35 al 52

Sono editi dalla Mancosu Editore di Roma, a cui richiedere eventuali numeri arretrati.

   BIOARCHITETTURA Service
   Abbonamenti
   Contatto
   Redazione

  

   Redazione

   BIOARCHITETTURA

   C.P. 61 - 39100 Bolzano
   0471.278294