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BIOARCHITETTURA
 

Numero 48-49 di aprile-luglio 2006

Lebensraum
Il nuovo intervento di Helmut Deubner

Wittfrida Mitterer

Vero pioniere europeo dell’architettura ecologica, Helmut Deubner viene ancora oggi ricordato soprattutto per il suo intervento a Gänserndorf (inizio lavori 1986, fine lavori 1988) allorquando alla testa di un gruppetto di ecologisti (medici, docenti, ex sessantottini, commercianti e agricoltori nell’area –bio, ma anche semplici impiegati con la vocazione della natura) fece acquistare un pezzo di un’area di lottizzazione alla periferia di Vienna per costruire, in mezzo alla distesa di ordinate casette ciascuna con il suo giardino di pertinenza, il sognato rifugio ecologico composto da 11 edifici con cortile ad un piano, 10 appartamenti in case con più piani, un asilo, una sauna comune, spazi per giochi e spazi verdi, uno stagno, orti ed un impianto di fitodepurazione. Il tutto circondato da siepi e muri. Il programma fu all’epoca rivoluzionario e gli ostacoli burocratici da superare – anche nell’ordinata Austria – numerosi: per esempio per il recupero dell’acqua piovana, la produzione di humus dai wc, i bambini che facevano il bagno nell’acqua riciclata. . . Ma il vero cardine di tutta l’operazione stava nel rapporto sociale, negli spazi verdi davvero in comune, il contadino che coltivava gli ortaggi nelle serre poste al centro del complesso, le nonne che badavano ai bambini di tutti, le famiglie che gestivano a turno alcune stanze comunitarie. Poi passano vent’anni e più (e numerosi progetti di successo per Deubner, nel frattempo chiamato ad insegnare architettura ecologica in una vicina università) e l’accento cambia. I burocrati si fanno più aperti alle sollecitazioni esterne e in qualche caso addirittura sono le leggi che obbligano a prestazioni ecologiche avanzate; poi le "scoperte" della bioarchitettura ormai non fanno più notizia.
Ma il vero cambiamento sta nell’approccio. Non ci sono più gruppi di amici che confidano di poter cambiare il mondo (o almeno di dare una sterzata al proprio) e passano le notti a discutere se è meglio orientare tutte le case nella stessa direzione (e ottenere il massimo guadagno termico) oppure scegliere una distribuzione più articolata che agevoli i rapporti di vicinato. Rispetto ad un orizzonte che si presenta carico di nubi dati i pochi barili di greggio che ci spettano, il coagulo dell’operazione passa dalla vita di relazione al risparmio di materiali, di risorse, di energia, di acqua, di spazio. Una prospettiva che rassicura i proprietari, soddisfa gli obiettivi comunitari, merita l’encomio dei media.
Nasce così, accanto al primo, un secondo quartiere di edilizia sovvenzionata: "Lebensraum", che oltre a rientrare nei restrittivi parametri per il sostegno pubblico è nella regione del Niederösterreich è anche il primo "quartiere ecologico passivo". I traguardi "verdi" sono tra i più avanzati al mondo ma alcuni passaggi si sono sbiaditi. Al posto della progettazione partecipata si è adottato il "modello scandinavo e californiano del cohousing". Rimangono di pertinenza della cooperativa manutenzione ed amministrazione delle aree scoperte con "l’obiettivo di agevolare i rapporti, determinare maggiore attenzione nella fruizione e contenere i costi di gestione". Un calendario definito stabilisce gli incontri in cui vengono discussi e risolti i problemi comuni.

Lebensraum
Le principali caratteristiche ecologiche sono:
- ampi spazi verdi e comuni con vegetazione posta a protezione dalle variazioni climatiche, con orti e spazio per giocare a beachvolleybal;
- assenza di superfici sigillate nei spazi liberi privati e pubblici;
- strutture gradevoli ed agevoli per lo smaltimento e separazione rifiuti;
- spazi liberati dai gas di scarico e dal rumore del traffico grazie ai parcheggi decentrali);
- aree si gioco per i bambini con accessi protetti e in vista;
- possibilità di integrazione lavoro / residenza;
- consumo contenuto area edificabile grazie all’edificazione su due, tre piani.
- orientamento a sud delle abitazioni;
- collettori d’aria interrati in maniera da smorzare la forbice termica esterna;
- aereazione controllata con recupero aria calda reflua attraverso potenti scambiatori di calore;
- riscaldamento a pellets (sistema di riscaldamento neutrale rispetto alle emissioni di CO2);
- acqua calda sanitaria realizzata esclusivamente mediante solare attivo;
- captazione e stoccaggio delle acque piovane per il loro riutilizzo;
- doppio circuito dell’acqua: potabile e per altri usi;
- lavatrici funzionanti con energia solare e alimentate con acqua piovana;
- intonaco interno realizzato in terra cruda;
- trattamento delle superfici solo con prodotti a base naturale;
- materiali isolanti biologici.

Tipologia

32 abitazioni di cooperativa in edilizia agevolata
Pezzature 55 - 90 m2; quasi tutte le abitazioni hanno terrazzo e/o giardino; tutte le costruzioni sono realizzate mediante scheletro in legno e tamponamento
Periodo di costruzione

febbraio 2004 – giugno 2005
Superficie utile

2250 m2
Spazi comuni

995 m2
Committente

NÖSTA (Niederösterreichische Gesellschaft für Stadt, Dorferneuerung und Alternatives Wohnen, gemeinnützige Ges. m.b.H. - St. Pölten A)
Cooperativa Verein Lebensraum zur Förderung ökosozialer Wohnkultur
Progettazione

Atelier Deubner für naturnahes Bauen
Fabbisogno termico

20,3 kwh/m2a (casa passiva)


 

 

 

 

 

 

 
   

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