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BIOARCHITETTURA
 

Numero 48-49 di aprile-luglio 2006

Parla di risparmio: si convincono
Helmut Deubner

Tutti citano il costruire col sole e molti architetti usano questi concetti come legittimazione della loro architettura "moderna" ma ugualmente priva di senso, fatta di grandi facciate vetrate. L'architettura solare copre solo parte di un concetto ecologico. Quando parlo di costruire ecologico penso invece ad un approccio globale ed integrato il più largamente possibile, che tenga conto ad esempio anche del risparmio in termini di superfici occupate, Ecologia vuol dire anche consentire di vivere adoperando i propri sensi, cioè non dovremmo edificare quartieri che poi non riusciamo a percepire. In un tempo in cui il limite alla crescita diventa sempre più evidente si pone la domanda di come comportarsi con il territorio a disposizione, le risorse, il rapporto tra Nord e Sud. L’economia viene intesa come profitto e non come previsione lungimirante, così a fare le spese della nostra gestione quotidiana saranno i nostri figli, l'ambiente del Secondo e del Terzo mondo.

Oggi il costruire ecologico è diffuso invece soprattutto nei depliant e nei comunicati stampa e che alla fine chi costruisce in modo veramente ecologico non viene considerato. Rimane dell’amaro in bocca sia per l’abuso pubblicitario del termine sia perché coloro che credono veramente nella necessità di un mondo più ecologico si vendono spesso accomunati ai matti oppure a coloro che predicano il ritorno all'età della pietra. Negli ultimi decenni una serie di progetti detti "alternativi" sono stati realizzati da architetti pionieristici a livello di utilizzo di energie, territorio, circuiti ecologici e sociali. Esiste il monitoraggio di alcuni di questi progetti realizzati e quindi risultati fondati e pronti ad essere riapplicati. Costruire ecologico ha a che fare anche con le proporzioni: bisogna conservare la dimensione umana perchè questo contribuisce a mantenere un buon rapporto tra uomo e ambiente.

Continuiamo ad ammirare le proporzioni delle nostre vecchie città cercando disperatamente di conferire calore e proporzione anche ai nuovi quartieri. Il nuovo compito che attende gli architetti sarà collegare le nuove esigenze tecnologiche e sociali con la tradizione sensata proveniente di una cultura del vivere e dell’edificare. Ma questo sembra oggi un discorso troppo difficile da intendere. Anche perché le soluzioni ed i materiali economicamente più convenienti non sempre lo sono anche dal punto di vista dell'eco bilancio. Per parlare agli scettici bisogna allora mettere in evidenza i vantaggi energetici: un edificio di due piani costruito in legno con fondazioni in laterizi costa circa 65 Kwh/m3; con uno scheletro in cemento armato tamponato raggiungiamo 160 Kwh/m3 e se infine la struttura portante è in acciaio abbiamo bisogno di 200 kwh/m3. Poi se la stessa casa viene orientata verso nord o verso sud i costi di fabbricazione sono gli stessi, ma la casa aperta a sud riduce il consumo energetico. Anche l'acqua è argomento che preoccuperà il nostro futuro: bisogna fare in modo che l'acqua potabile venga utilizzata effettivamente solo per essere bevuta e per cucinare, considerando che per questo scopo viene utilizzato solo il 3% di quello che è il consumo globale. Per tutti gli altri scopi deve essere utilizzata acqua piovana. Le toilette a secco sono molto intelligenti e dovrebbero essere più utilizzate, non avendo neanche bisogno di essere collegate a una rete fognaria. La fitodepurazione che usa ad esempio con canneti, utili soprattutto nelle zone periferiche, depura bene le acque grigie e anche le acque nere. Se in Austria si viene esentati dal pagare le quote di scarico dell’acqua nera, il costo di questi impianti di depurazione vegetali si ammortizza in tre anni. Quindi anche dal punto di vista strettamente economico si tratta di un affare, di un guadagno.


 

 

 

 

 
   

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