BIOARCHITETTURA
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Numero 50-51-52 di agosto 2006 -
gennaio 2007
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Le case con l’anima
Barbara Gramegna
Bisogna ritrovare nella semplicità e nella funzionalità delle
costruzioni di un tempo quello che la standardizzazione e l’ipertecnologizzazione
dei processi costruttivi hanno via via sottratto all’uomo: il
piacere di fare qualcosa con le proprie mani. Ogni ricerca
tecnologica ha tentato di disimpegnarci dal lavoro da fare, di
delegare ad altri, di trovare materiali velocemente trasportabili
ed ovunque adattabili, pensando al risparmio di tempo e di costi
senza alcuna considerazione per il luogo e l’equilibrio
ambientale. Molti sono i materiali (terra, pietra, legno)
immediatamente reperibili quasi ovunque, ma nell’edilizia
contemporanea vengono sempre più negletti ed ampiamente
sostituiti. L’ipotesi di un loro utilizzo ed un loro recupero,
uniti alla consapevolezza ed al know-how che abbiamo oggi a
disposizione, potrebbero però offrire la soluzione ideale ai
problemi che non tarderanno ad arrivare: l’attuale prosperità di
una parte del mondo, basata su un consumismo esasperato, non potrà
continuare all’infinito; è da anni che fonti autorevoli gridano
l’allarme per i troppi consumi in contrapposizione ai materiali
sempre più precari, ma queste preoccupazioni sono state ancora
troppo poco introiettate. Eppure nel futuro si presenterà la
necessità, o la scelta volontaria di una parte societaria, di
rivolgere uno sguardo al passato. Un passato che convive con i
nostri giorni, ritrovabile non solo nelle regioni più remote del
mondo, ma in paesi dove le caratteristiche regionali non sono
andate perdute e sostituite dal costruire moderno e, per questo,
sempre più spesso possono vantare una crescente ricchezza dovuta
al turismo culturale e non certo al risparmio dei materiali.
Attraverso questi ed altri esempi si può percorrere un
affascinante viaggio di “ritorno alla natura” dell’uomo, con i
suoi atavici bisogni: proteggersi dalle intemperie,
approvvigionarsi d’acqua, godere e sfruttare la luce, riscaldarsi,
cucinare, socializzare.
Dall’Italia al Camerun, dalla Spagna al Messico è possibile
trovare soluzioni abitative diverse per problemi simili, ma sempre
e comunque realizzate sfruttando le materie largamente disponibili
sul territorio e, senza bisogno di eccessivi studi, anche
perfettamente integrate nell’ambiente. Tali necessità non hanno
tuttavia impedito all’uomo di ogni epoca di esprimere anche il
gusto per il decoro e l’abbellimento delle proprie dimore,
mostrando, se ce ne fosse stato bisogno, che l’eleganza e la
piacevolezza non sono esclusivamente prerogative della nostra
epoca o delle società cosiddette evolute. La riscoperta dell’uso
di materiali ecologici e di tecniche più semplici non passa
unicamente attraverso gli elementi più noti - terra, pietra e
legno - ma può coinvolgere anche paglia, bambù e canne di varie
specie. Sia nei climi caldi che in quelli freddi, erbe e paglia
vengono usate come materiali per copertura a garanzia di buon
isolamento. Foglie di palme, di agave e di piante centenarie
vengono utilizzate in alcune parti del Messico in sostituzione al
legno anche per le strutture portanti. Tutti questi materiali, se
combinati, possono venire sfruttati al meglio e determinare un
ottimo risultato. Molto spesso tali combinazioni, più che scelte
consapevoli sono dettate dalla necessità, in mancanza magari di
altri componenti essenziali, ma vi sono esempi che dimostrano come
l’uso congiunto abbia esaltato le proprietà di ciascun elemento.
Il fatto che la pietra sia pesante e poco isolante, che la terra
sia poco resistente all’acqua e che il legno abbia una
disponibilità limitata e sia troppo facilmente attaccabile dal
fuoco e dagli insetti hanno condotto l’uomo a combinare insieme
questi materiali, riuscendo ad ottenere manufatti non solo
funzionali ma anche molto raffinati. Questa mescolanza di
tecnologie ed elementi ecologici ha incentivato la fantasia dei
costruttori ed ha reso ogni struttura fatta a mano un unicum
irriproducibile e caratteristico, immediatamente riconoscibile per
chi l’ha costruito e per chi ci vive, parlando della cultura del
proprio popolo, dei suoi sogni e delle sue necessità: case con
un’anima.





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