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BIOARCHITETTURA
 

Numero 50-51-52 di agosto 2006 - gennaio 2007

La cupola del Gaucho
Gernot Minke

Presso il Centro dei Seminari “Integria” collocato nei pressi di Cafè Picada sul Rio Grande, borgo sperduto nello Stato federale Rio Grande do Sul in Brasile, è nata la prima cupola in terra cruda d’America. Lo spazio racchiuso dalla cupola, pari a 65 m2, viene usato per danze rituali, meditazioni, momenti di raccolta interiore e riflessione.
Vista dall’esterno, la cupola ricoperta di vegetazione sembra una originale montagnola incoronata da una piramide di vetro che di notte, quando all’interno vi è vita e luce, splende come un cristallo.
La cupola d'argilla, realizzata con il compasso di controllo delle rotazioni sviluppato dal Laboratorio di ricerca sperimentale (FEB) di Kassel, insiste su un impalcato di mattoni alto un metro dal piano d’appoggio; ha un diametro di 9,07 m ed un’altezza di 6,70 m.
La realizzazione dei mattoni in terra cruda (adobe acustici) è stata realizzata secondo le indicazioni e la collaborazione diretta del progettista. Buona parte della realizzazione è stata condotta mediante tre successivi workshops di una settimana ciascuno attuati nel periodo 2004 – 2005, durante i quali i futuri utenti ma anche giovani architetti e ingegneri volontari, sono stati impegnati prima nella produzione di mattoni in terra, quindi a costruire la cupola a botte dell’entrata, infine ad intonacare e nell’applicazione del tetto verde. La costruzione della cupola, data la complessità connessa alla sua dimensione, è stata costruita da lavoratori esperti nelle tecnologie in terra.
Per ottenere proprietà acustiche adeguate alla destinazione d’uso, cioè assenza di riverberi, fuochi e amplificazioni, sono stati adottati opportuni accorgimenti, a partire dalla definizione secondo un disegno particolare ad angoli smussati dei singoli elementi, collocati quindi in opera con una leggera inclinazione e infine collegati mediante fughe profondamente segnate per ottenere il massimo assorbimento del suono. Il risultato è perfetto e in ogni angolo della cupola il suono risulta omogeneamente percepibile in maniera distinta e cristallina.
Per ridurre la quantità di malta argillosa necessaria a saturare gli spazi tra i pezzi, i mattoni in terra cruda sono stati definiti secondo una volumetria troncopiramidale, con tre buchi ad agevolare la presa per la posa in opera ma anche come alleggerimento e, rinunciando a piccole quantità di inerzia, a migliorare l’isolamento termico.
La camera di accesso, realizzata con volte a botte, si raccorda con eleganza e precisione alla cupola; contiene anche un apposito spazio per depositare le scarpe e poter entrare scalzi nella semisfera. Lo spazio interno alla cupola si sviluppa con forma perfettamente circolare, evidenziata da un sollevamento del pavimento. Poiché l’accesso è alto solo 1,50 m e per entrare nel cerchio ci si ritrova a dover scavalcare il lieve rialzo con un passo, viene automatico abbassare la testa e contestualmente lo sguardo. Entrati quindi nella cupola, lo sguardo automaticamente rialzato viene colpito dall’interezza avvolgente dello spazio sferico, che coinvolge in una intensa e vibrante dinamica percettiva.
All’esterno la cupola è stata rifinita e lisciata sempre con terra cruda e quindi coperta con una guaina bituminosa; per evitare che radici e microrganismi potessero intaccarla è stato successivamente posato, come strato separatore rispetto alla terra, un folio di polietilene spesso 0,2 mm. Per evitare un possibile dilavamento del terreno di finitura in caso di piogge torrenziali, la cupola è stata quindi ricoperta fino a raggiungere una forma conoidale con pendenza intorno ai 45°, utilizzando “saibro”, un terriccio leggero e drenante, arricchito con lapilli vulcanici. Su tale superficie sono stati stesi i rotoli d’erba.
Anche il pavimento interno è stato realizzato in terra, pressata all’interno di spicchi realizzati mediante raggi in tavole di legno duro. Lo strato di finitura è stato ottenuto passando uno strato di terra grassa mescolata a sterco di mucca e ossido di ferro rosso, quest’ultimo per conferire una colorazione più calda ed intensa. Lisciato quindi lo strato, è stato ulteriormente tirato con stracci imbevuti di cera d’api, in maniera da aumentarne l’impermeabilità e soprattutto la resistenza all’abrasione. Ora il cielo è a portata di mano.

Il Rio Grande do Sul è lo Stato più meridionale del Brasile, situato al confine con l’Uruguay e l’Argentina. Gli abitanti sono chiamati gaúchos ed hanno origine dalla mescolanza dei nativi con diverse altre etnie di colonizzatori: portoghesi, spagnoli, africani, tedeschi, italiani, polacchi, russi, ucraini, ebrei ed altri ancora. Al popolo gaúcho è riconosciuta una personalità forte e fiera: le usanze della gente, il clima favorevole, la mescolanza di razze ed altri fattori determinano una popolazione sana, colta e lavoratrice, che rispetta e coltiva le sue tradizioni ed origini. Molto attivi sono i CGTs (Centri di Tradizione Gaúcha) che consentono ai gaúchos sparsi nel mondo (secondo talune tesi la cultura gaúcha rientra tra le più definite e diffuse nel mondo) di mantenere contatti con la propria terra e le sue radici fatte di folclore, indumenti caratteristici churrascarias, danze tradizionali e soprattutto dall’abitudine di prendere il chimarrão (tè di mate, sorbito in genere in compagnia da una apposita zucchetta). Nel Brasile il Rio Grande do Sul si distingue come lo Stato con più alto Indice di Sviluppo Umano (ONU); minor indice di analfabetismo (IBGE); popolazione più longeva (OMS). La capitale Porto Alegre è nota per il buon livello delle sue Università, per la qualità dei suoi servizi nel campo della salute e nella produzione di beni. Dopo l’indipendenza del 1822 e l’arrivo della famiglia imperiale, della quale faceva parte l’imperatrice Leopoldina di origine tedesca, il Brasile promosse l’occupazione della regione attorno alla capitale Porto Alegre con coloni tedeschi, che fondarono i villaggi che daranno vita alle città di São Leopoldo, Novo Hamburgo, Lajeado, Estrela, Santa Cruz do Sul e tante altre, in genere situate nelle valli e pianure alle falde della montagna (Serra gaúcha), propaggine dell’estesa Serra Geral che si prolunga su una gran parte della costa est del Paese. A partire dal 1870 la parte a nord della pianura alle “falde della montagna” della Serra gaúcha viene invece occupata da coloni provenienti dal nord d’Italia, che fondano le colonie in seguito divenute le dinamiche città di Bento Gonçalves, Garibaldi e Caxias do Sul (detta anche la Torino del Brasile).
 

 

 

 

 

 

 

 
 

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