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BIOARCHITETTURA
 

Numero 50-51-52 di agosto 2006 - gennaio 2007

Etica e sfida
XIV Dalai Lama

Wittfrida Mitterer

Noi tutti siamo parte di un insieme totale. Per comprendere le dinamiche del mondo bisognerebbe partire dal comprendere i legami internazionali, i legami tra Stati. Dobbiamo ricordarci che nel libero mercato si compra e si vende senza tener conto dei confini. Ricchi e poveri stanno tutti nella stessa barca. Invece l’ordinamento internazionale dei governi statali non tiene conto del processo di elevazione della società. Il perfezionamento della nostra società deve muoversi verso strumenti alternativi, ad esempio la produzione di energia da sole. L’energia pulita: in Cina si trascura la tutela ambientale usando energie inquinanti. All’aumento della popolazione e dei suoi bisogni si risponde con una crescita tecnologica. Invece si deve inquadrare il problema in scenari globali. L’economia può creare benessere per la comunità. Ma la globalizzazione dell’economia sta manifestando gli aspetti negativi che può provocare: gli attentati alla tutela ambientale ed alle risorse, il divario tra ricchi e poveri. Gli Stati Uniti sono il paese più ricco del mondo con sacche di estrema povertà. Questo è deplorevole eticamente e praticamente. I responsabili devono mostrare più responsabilità globale. Oggi, nei tempi moderni, le multinazionali curano i propri interessi ma devono anche curare la propria immagine: sono sotto gli occhi di tutti. Devono cioè curare l’etica, da cui può emergere una nuova realtà. L’etica deve tornare ad essere al centro dell’attività economica. L’economia riguarda il denaro ed il guadagno. Guardando in maniera superficiale si intravede poca etica nell’economia. Qualsiasi attività tende a qualcosa di preciso, possiede come un motore che si autoalimenta. Per questo l’economia ha poco da spartire con l’etica. Dobbiamo imparare ad analizzare con molta attenzione la nostra attività. Se etica significa tendere a qualcosa di positivo, allora ci si deve interrogare sulla natura delle nostre azioni, se esse tendono verso il bene. Non dovrebbe essere possibile escludere da qualunque delle nostre azioni l’aspetto etico, pur rimanendo consapevoli della distinzione tra specifica attività e etica.
I problemi sono globali, ciononostante ognuno di noi, a partire dal punto in cui si attualmente trova all’interno del processo di globalizzazione, è chiamato a dare il suo contributo personale. Per esempio sul piano dell’occupazione o per determinare uno standard di vita migliore per il suo intorno. Oppure per ridurre l’assenteismo durante le elezioni, o protestando e assumendo posizione critica nei confronti dei governanti. Uno degli obiettivi prioritari su cui siamo chiamati a intervenire è di contribuire a garantire nel mondo il diritto di formazione e di addestramento professionale, dando attuazione agli obiettivi posti a Lisbona che prevedevano entro il 2010 il passaggio dal 61% al 71% il livello di istruzione minima nel mondo, attuando un tasso annuo di crescita del 3 %. Le emozioni richiedono allenamento. Dobbiamo allenarci a provarle. L’etica si ottiene attraverso la formazione. Dobbiamo fare ricorso al nostro intelletto sviluppando il nostro altruismo, quale responsabilità globale. Viviamo in un mondo interdipendente, facciamo parte tutti di un mondo tutt’uno. La miopia mentale non porta da nessuna parte. Tutto diventa sporco, la politica, l’economia. Oggi ci troviamo di fronte a problemi che noi stessi abbiamo provocato. La tecnologia e l’intelligenza dell’uomo sono state gestite con l’occhio dell’undici settembre.
Dobbiamo quindi impegnarci nel difendere l’esistente, abbiamo il dovere di difendere la struttura architettonica differente di tutte le nostre città. Del resto gli obiettivi del nuovo millennio erano pace e meno investimenti negli armamenti con più attenzione ad i problemi dell’ambiente. Mentori sono le scuole di pensiero che vanno da Aristotele ad Adam Smith, con il suo moralis behaviour, in cui viene ipotizzata la capacità di autocontrollo. In effetti le pratiche positive e di giustizia sono un atto volontario. L’etica deve guidare l’essere umano a comprendere la necessità di accettare i limiti del benessere.
Ritengo che l’etica goda di un significato particolare: il suo possesso coinvolge e soddisfa un grande nucleo di persone convogliandole verso il positivo ed evitando il danno. Tutto ciò con fine di raggiungere un significato. Ma perchè dunque c’è bisogno dell’etica? Essere uomini significa essere sociali. Si tratta della qualità, propria anche degli animali, di riconoscere se stessi negli altri esseri. Esiste cioè il desiderio di comprendere i problemi degli altri, di lavorare insieme. La nostra esistenza dipende dalla esistenza di altri esseri umani. Per semplificare: se la nostra felicità è legata a quella degli altri, il nostro futuro sarà roseo se la felicità sarà anche degli altri. Un’azione deleteria causa anche l’inimicizia dell’altro. Questo potrebbe portare all’esasperazione ed a perdere tutto. L’etica è in grado di rafforzare l’esistenza nostra su questa terra. È dunque importante mantenere come guida per le nostre azioni il buon senso. L’economia è necessaria per l’uomo, non se ne può fare a meno. Se ogni attività dell’uomo viene determinata da una serie di motivazioni e desideri, ogni attività deve essere all’insegna della moderazione. Dobbiamo cioè mirare alle attività che evitano il danno all’altro.
Tendenzialmente ci soffermiamo solo su noi stessi, ma bisogna tendere al bene di tutti. È necessario creare una rete di amicizie garantendo benessere fisico e psichico intorno a noi evitando si rimanere concentrati su noi stessi. Se siamo tristi può nascere una sensazione di insicurezza. Da qui l’instabilità che disturba la nostra vita. Se in noi ci fosse maggiore fiducia e autostima, le tragedie inevitabili non ci disturberebbero. È l’egoismo che genera stress e ansia. Dobbiamo occuparci degli altri, e ci faremo amici intorno a noi. La compassione va praticata verso noi stessi e verso gli altri. L’altruismo è una forma di rinuncia al nostro benessere immediato, non è rinuncia al nostro vantaggio. Carità e amore devono esistere dentro di noi. L’altruismo è utile e ci può avvicinare agli altri. L’altruismo si basa sulla riconoscenza degli altri, l’amore per gli altri, una genuina compassione. L’altruismo significa pensare a noi stessi ed agli altri avvalendoci del buon senso e sentendoci supportati dalla scienza.
In quest’ottica religione e etica assumono un rilievo centrale. La religione in questo contesto assume un ruolo molto importante perchè contribuisce ad elevare la società umana; per questo le religioni e le iniziative della società civile assumono grande importanza: le alluvioni o lo tsunami non possono essere domati o controllati. Anche la religione è sbagliata se insegna a danneggiare l’altro. La motivazione deve essere basata sulla compassione, di qui ne consegue l’etica. La meditazione fa affluire una maggiore quantità di sangue nell’emisfero sinistro. Esistono due categorie di emozioni: da una parte quelle spontanee come la rabbia, l’odio, attaccamento alle cose; dall’altra il sentimento di maggiore unione, che respinge la rabbia. Le emozioni servono per la sopravvivenza. Gli scienziati sostengono che quando sorgono emozioni negative ci sono proiezioni mentali negative. La meditazione fa sì che l’oggetto venga visto dai suoi aspetti positivi. In questo senso gli stati d’animo sono parziali, le emozioni possono avere risvolti positivi o negativi ma provocano sempre una grande attività mentale. Dobbiamo lavorare con la nostra mente.


Libera trascrizione a cura di Wittfrida Mitterer, da una conferenza pubblica tenutasi a Bolzano il 01.08.2005

Foto di Curzio Castellan, in occasione del Convegno „Etica e globalizzazione“ presso Eurac Research, Bolzano, 01.08.2005

 

 

 

 

 

 

 

 
 

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