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BIOARCHITETTURA
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Numero 50-51-52 di agosto 2006 -
gennaio 2007
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Terra, terra!
Ugo Sasso
Come noto, le architetture di terra appartengono ad una tradizione
millenaria sviluppatasi in tutte le culture del mondo, basta che
vi fosse un po’ di terra da scavare e mescolare. La ragione
primordiale sta probabilmente nella facilità di realizzazione
connessa alle importanti qualità relative al benessere termico: la
consistente dimensione dei paramenti in terra smorzano e sfasano
gli eccessi climatici esterni e contribuiscono a creare una
regolazione termica naturale in maniera da mantenere gli ambienti
interni freschi d'estate e caldi d'inverno.
Se nelle situazioni più povere si assiste all’abbandono delle
tradizioni e quindi delle modalità di realizzazione e
manutenzione, in quanto psicologicamente accomunate al peso di
visioni arcaiche percepite come ostacolo alle aspirazioni sociali,
al consumismo, al perseguimento di status che consentono
l'ostentazione delle immagini più materiali del "progresso",
parallelamente – quasi in un ciclo snobistico – confortati da
verifiche strumentali che attestano la capacità di straordinario
equilibratore idrometrico della terra cruda, si assiste in ambito
“colto” ad una rivalutazione di queste stesse tecnologie. Va in
quest’ambito tuttavia e preliminarmente rilevato come la
riscoperta sia sostenuta più da ragioni “sentimentali” che
tecnologiche, anche perché la stessa nozione di benessere termico
è notoriamente influenzata da connotati psicologici che, nel caso
della terra cruda, connettono al carattere ad un tempo culturale e
primordiale che accomuna la terra a visioni di comfort e di calore
in funzione del suo carattere materno e rassicurante a cui si
aggiungono le potenzialità sul piano dell’espressione artistica e,
più ultimamente, le considerazioni ecologiche.
Sotto quest’ultimo profilo infatti la terra cruda può essere
considerata il “livello zero” dell’incidenza ambientale (con cui
raffrontare ogni altro materiale edile) in quanto più o meno ogni
sito è in grado di dare il materiale per le costruzioni destinate
ad insistere su di esso. Costruzioni che, a fine ciclo, potranno
tornare senza sforzo al luogo di appartenenza.
È in ogni caso indiscutibile che gli spazi realizzati in terra
appaiono sempre caratterizzati da una profonda armonia connessa
all'uso di un materiale totalizzante e modulabile o fors’anche ai
ritmi strutturali straordinariamente sinceri in quanto derivati
dall’incontro tra le regole proprie della gravità e la loro
coesione con la dimensione più antropologica del gesto. Così muri,
volte, pilastri, sedili, talvolta anche camini, piani d'appoggio e
volumi d'arredo si uniscono in una spazialità molto vicina ad una
creatività artistica elementare e quindi per definizione domestica
e quotidiana da cui, che si tratti di spazi modesti o sontuosi,
funzionali o ludici, emana conturbante spiritualità e tonificante
sensualità. Sarà forse perché manipolare la terra è atto antico
che racchiude in sé la particolare magia portata dalla
consapevolezza tattile di relazione con l’elemento più essenziale
e fecondo del nostro Pianeta. Basta guardare i bambini: superato
lo scoglio culturale (non sporcarti con il fango! è ritornello
ricorrente in qualunque educazione occidentale) si percepisce
l’immediata relazione tra l’essere umano e l’intrinseca
arrendevolezza e la profonda fertilità del materiale che sempre
riesce a coinvolgere all’interno di imprevedibili slanci creativi.
Così i piccoli - ma anche i grandi, con la poco credibile scusa di
aiutare e insegnare - vengono trascinati a modellare ricavando
piacere dalla mutevolezza di forma di quella che, dopo alcuni
tocchi, si trasforma quasi in calda materia vivente. Si tratti di
accarezzare le morbide rotondità che portano l’impronta delle
proprie mani o di fare architettura, il gesto diventa quanto di
più semplice e naturale, specchio di istintive espressioni e di
profonde pulsioni creative in cui intensamente si esprime la
libertà di concepire forme nate dall’incontro vivificante col
ventre stesso della terra. Ancora: poiché lavorare la terra è
quasi sempre sinonimo di lavorare insieme, subito il fare diventa
spettacolo collettivo intriso di piacere festoso connesso al
godimento dell’esserci, a quel partecipare con i tutti i sensi
(anche e soprattutto con il tatto, solitamente penalizzato
dall’approccio visivo o uditivo) che irradia dai singoli e subito
coinvolge lo spazio in una dimensione conviviale e accogliente.
La maggior parte degli edifici di terra cruda si sviluppano in
orizzontale, su un unico piano. Esistono tuttavia numerose
costruzioni a più piani. Tra gli esempi più arditi, viene spesso
citata la torre della Moschea d'Agadès, nel Niger, alta ben 27
metri. In questo caso la terra cruda è stata rinforzata e quindi
stabilizzata contro gli scorrimenti del materiale e contro i
crolli mediante l’infissione sul piano orizzontale di tronchi di
palma che, sporgendo con le teste oltre il profilo esterno delle
pareti, costituiscono appoggio permanente per i periodici
interventi di manutenzione.
Sono noti molteplici modi tradizionali d'impiego della terra per
la costruzione. Almeno sette di questi vengono ancora
correntemente usati e costituiscono variazioni locali delle
tecniche-base connesse all'adobe, al pisé ed ai blocchi compressi.
Mentre queste ultime sono oggetto di un risvegliato interesse
scientifico e tecnologico, gli altri tipi di costruzione stanno
velocemente estinguendosi in funzione dei mutamenti sociali e
produttivi che coinvolgono le rispettive aree. In ogni caso le
diverse tecnologie vengono oggi comunemente classificate come
segue.
Adobe
Lontana parola d'origine araba (el toub) per significare il
mattone, adottata in spagnolo e trasmessa nelle Americhe ove è
stata assimilata dalla lingua inglese. Ancor oggi il blocco di
terra seccato al sole è comunemente noto sotto questo nome. I
blocchi d'adobe sono sagomati e realizzati con una terra
malleabile a cui in genere viene aggiunta paglia come armatura
diffusa per migliorarne la resistenza meccanica ma soprattutto per
impedire la fessurazione da ritiro. Ovviamente in origine i
blocchi venivano conformati a mano all’interno di grezze cornici
in legno; oggi, là dove in uso, vengono fabbricati manualmente con
stampi in legno o metallo. In qualche situazione si utilizzano
anche macchine trafilatrici e presse.
Pisé
In questa tecnologia, la terra viene versata in massa all’interno
di predisposte casserature ove, strato dopo strato, viene
compressa con pestelli. Tradizionalmente tutti gli strumenti e i
casseri sono di legno.
Terra-paglia
Si tratta di una tecnica consentita da terra dotata di buona
capacità coesiva. Essa viene diluita in acqua sino ad ottenere una
pasta fluida e omogenea, che viene versata sulla paglia, sino ad
impregnarla tutta; una volta seccatosi l'impasto, si ottiene un
mattone la cui tessitura è data essenzialmente dalla paglia. Le
deboli caratteristiche statiche determinano l’edificazione di
strutture molto spesse.
Torchis
Si appronta una struttura di graticci lignei che quindi viene
progressivamente saturata e lisciata con uno o più strati di
terra. La terra argillosa viene spesso rinforzata mescolandovi
paglia o altre fibre vegetali.
Façonnage
Tecnica la cui origine si perde nella notte dei tempi ma ancora
presente in alcune aree. I mattoni vengono conformati a mano,
senza l’ausilio di stampi. La forma dei singoli elementi è dunque
molto variegata.
Blocchi compressi
Si tratta della produzione di blocchi più o meno grandi di terra
compressa con pestelli o superfici piatte pesanti all’interno di
stampi. Il procedimento, là dove ancora usato, è stato
meccanizzato mediante l’uso di presse. Spesso alla terra si
aggiungono percentuali variabili di calce o cemento per una
stabilizzazione del composto.
Bauge
Si tratta di accatastare palle di terra manipolata e man mano che
si procede nell’erezione della muratura, si batte e comprime a
seconda delle tradizioni usando le mani o i piedi, con o senza
l’uso di attrezzi, in maniera da determinare una coesione ad umido
delle zolle e la conseguente esplulsione dell’acqua d’impasto in
eccesso. Di norma la terra viene preventivamente irrobustita
mediante l’inserimento di fibre.





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