| |
BIOARCHITETTURA
|
Numero 50-51-52 di agosto 2006 -
gennaio 2007
|
Thailandia: conservare il fiume
Siriwan Silapacharanan
Le originarie comunità della regione est della Thailandia hanno in
passato strutturato i percorsi fluviali secondo le proprie
esigenze ed in osservanza di tradizioni rituali e culturali,
facendo in modo che si determinassero siti di grande valore e di
alta capacità di conservazione. L’ecosistema rimaneva intatto e
l’acqua era pulita e limpida tutto l’anno. Gli studi rilevano ora
che i flussi che attraversano queste aree, dalla fonte alla foce e
su entrambe le sponde, devono confrontarsi con seri problemi
connessi all’espansione economica. L’agricoltura e l’industria
hanno determinato importanti mutazioni dell’ecosistema: sono
diminuiti gli animali acquatici presenti, il sistema dell’acqua si
è degradato ed è aumentata la sua salinità, gli argini dei fiumi
sono erosi e i centri storici si stanno deteriorando. Si tratta di
un processo che comporta il dissolvimento delle tradizioni,
l’annientamento delle culture locali e di quel modo di vivere
armonioso raffinatosi nei secoli.
L'ambiente dei fiumi e dei canali è stato dunque analizzato sotto
il profilo:
- fisico: conservazione del valore e dell'identità della comunità;
- economico: turismo e distribuzione di reddito;
- socio-culturale: conservazione di tradizioni e di modalità di
vita, consapevolezza circa l’elevazione della cultura e
dell’ambiente;
- amministrativo: partecipazione pubblica nella conservazione e
sviluppo dell'ambiente lungo i fiumi ed i canali.
I criteri di intervento sono stati catalizzati su:
- aspetti fisici ed ecologici: riordinare i corsi d’acqua, curare
l’ecosistema delle terre e dell’acqua;
- utilizzazione umana: concentrarsi sull’elemento umano per
migliorare l’uso di terra, la salvaguardia dei siti archeologici,
trovare sistemi di architettura sostenibile, salvaguardare le arti
e le culture, creare aree ricreative, consumare l’acqua in modo
più razionale e trovare migliori sistemi di trasporto di acqua,
ecc.
- qualità della vita: stimare la situazione socio-economica, la
densità di popolazione, la relazione tra le vie di distribuzione
dell’acqua ed il modo di vivere.
Fiumi e canali sono stati dunque elencati per fissare la loro
tutela e conservazione:
- Provincia di Nakhon Nayok: Nakorn Nayok, Bang Plakod, Canale di
Ban Na, Canale Wang Takhrai;
- Provincia di Prachin Buri: Prachin Buri, Canale Hanuman,
Phraprong, Prachan Takham;
- Provincia di Chachoengsao: Bang Pakong, Canale Thalad, Bang Phai;
- Provincia di Sa Kaeo: Canale Phrom Hod, Phraprong;
- Provincia di Chon Buri: Canale Phanthong, Bang Lamung, Bang Phai;
- Provincia di Rayong: Fiume di Rayong, Fiume di Prasae e il Fiume
di Phangrad;
- Provincia di Chanthaburi: Fiume di Chanthaburi, Cali;
- Provincia di Trat: Canale di Bang Phra, Khao Saming e Huay Rang.
Lo studio ha proposto un Piano di Base per lo sviluppo della
Regione comprendendo le seguenti quattro aree tematiche:
- Natura e Ambiente, piano finalizzato a:
a) riabilitare l'ambiente lungo fiumi e canali;
b) riorganizzare l’occupazione della terra e la sistemazione delle
comunità fluviali;
- Economia, ovvero un piano per promuovere e sviluppare la
comunità, basandola sul turismo;
- Società e Cultura, piano che consiste in:
(a) promozione delle comunità conferendo loro poteri decisionali;
(b) promozione e sviluppo della partecipazione delle persone;
(c) conservazione e miglioramento dei luoghi storici, degli ambiti
culturali e fluviali;
(d) conservazione e rianimazione della cultura locale;
- Amministrazione e Gestione, piano consistente in:
(a) la programmazione della gestione;
(b) monitoraggio e valutazione.
Lo studio ha in particolare selezionato due aree fluviali.
Il primo caso ha preso in esame il canale Hanuman e il canale
Phraprong nella zona Amphoe Kabinburi, nella provincia di Prachin
Buri. Si tratta di una situazione caratterizzata da problemi di
inondazione che coinvolgono la comunità di Talat Kao, causati da
infrastrutture costruite nelle aree di confluenza e da strade che
bloccano il normale flusso dell’acqua e determinano il collasso
dei banchi in funzione dei differenti livelli dell’acqua tra le
stagioni piovose e quelle secche. La soluzione proposta è stata
quella di costruire una “guancia di scimmia” (una sacca di
espansione) che in caso di piogge torrenziali consenta l’equilibrazione
del livello dell’acqua, il miglioramento dei territori vicini alle
sponde del fiume e prevenga l’erosioni degli argini.
Il secondo caso concerne il fiume Trat e il canale Bang Phra nella
zona Amphoe Muang, della provincia di Trat. L’analisi rileva che i
problemi più seri derivano dall’impatto di alcune attività
territoriali come le miniere per l’estrazione delle gemme, il
disboscamento a scopi commerciali, l’industria per la lavorazione
della pesca dei gamberetti che scarica in acqua i propri rifiuti
di lavorazione. La soluzione proposta è stata di riabilitare le
risorse acquifere mediante estese aree di conservazione, lanciando
una massiva campagna di sensibilizzazione, capace di interessare
le comunità e coinvolgerla attivamente in un costante monitoraggio
sulla qualità delle acque. L’obiettivo è conservare le risorse
attraverso un consumo responsabile dell’acqua, concentrando
l’attenzione sulla salvaguardia dei siti archeologici, sulle
antiche strutture comunitarie, sulle foreste di mangrovie. Il
tutto a vantaggio della comunità stessa e del turismo.
Lo studio e la formulazione di un piano per la conservazione e
lo sviluppo ambientale lungo i fiumi ed i canali della regione
orientale della Thailandia, si svolge su un’area complessiva di
otto province: Chachoengsao, Chon Buri, Nakon Nayok, Prachin Buri,
Sa Keao, Chanthaburi, Rayong e Trat, con nove fiumi principali:
Bang Pakong, Prachin Buri, Nakon Nayok, Rayong, Phangrad and
Prasae, Chanthaburi, Wane e Trat. Lo studio è stato condotto in
linea con la politica governativa e la risoluzione di gabinetto
del 18 Settembre 2001 che corrisponde alla politica ed alle azioni
per la conservazione e lo sviluppo dell’ambiente lungo i fiumi e
canali allo scopo di incoraggiare la riabilitazione e lo sviluppo
dell’ambiente nelle aree in armonia con il sistema ecologico delle
comunità esistenti in modo sostenibile.





|
|